Articolo a cura di Cinzia Nalci
I Dry Cleaning sono quattro amici di South London, nati nel 2017 per gioco dopo un karaoke: Florence Shaw alla voce (professoressa universitaria e artista visiva, zero esperienza precedente in band), Tom Dowse alla chitarra, Lewis Maynard al basso e Nick Buxton alla batteria. Post-punk lui, lei con testi-collage presi da diari, pubblicità e conversazioni rubate, con quell’ironia secca e distaccata che li ha resi unici.
Due EP cult, “Sweet Princess” del 2019 forte del brano simbolo Magic Of Meghan, poi due album acclamati su 4AD, “New Long Leg” nel 2021, prodotto da John Parish e disco dell’anno per Rough Trade, e “Stumpwork” nel 2022, Grammy per il packaging.

“Secret Love” è il loro terzo album, il più intimo e spazioso, prodotto da Cate Le Bon al Black Box in Francia. Ci sono dischi che hanno bisogno di tempo per essere assimilati, e “Secret Love” è uno di quelli. A dieci mesi di distanza, la band torna con una Deluxe Edition (fuori il 16 Ottobre, 4AD) che non è una semplice appendice, ma un completamento: tre nuovi brani dalle stesse session, un nuovo artwork di Erica Eyres e i visual sempre curati dai BULLYACHE al Mandrake Hotel.
Se l’album originale era un labirinto di ossessioni domestiche e ironia inglese, questa versione allarga le prospettive.
Si apre con Hit My Head All Day, l’apertura perfetta, un loop di chitarra che sembra non voler mai partire e poi ti resta in testa tutto il giorno, con Florence già nel suo mondo fatto di dettagli minuscoli che diventano enormi.
Poi arriva la title track Secret Love (Concealed In A Drawing Of A Boy) e si capisce perché hanno scelto quel titolo: misteriosa, sussurrata, con quel senso di amore segreto e un po’ imbarazzato che è il marchio di fabbrica della band. Elegantissima.
Blood è il momento più scuro e fisico, dove il basso di Lewis Maynard prende il centro e ti trascina sotto, potente senza mai esagerare, mentre Evi Evil Idiot è il picco ironico, Florence esilarante e tagliente come sempre su una base quasi danzereccia, impossibile non sorridere.
The Cute Things è invece un piccolo gioiello minimalista e delicato, parla di quelle cose carine che ci salviamo quando tutto il resto crolla, da ascoltare in cuffia. E Joy, nonostante il titolo, non è una canzone felice ma una canzone che cerca la gioia, e commuove proprio per questo.
Le tre nuove tracce completano il quadro in modo coerente. Sliced By A Fingernail è il singolo della Deluxe, leggera e inquieta allo stesso tempo, parla del bisogno di nascondersi, dal karaoke al centro di un fiore, pura poesia Dry Cleaning.
Grass è la più emozionante delle tre, una canzone sul lutto per chi è ancora vivo, ispirata a un ghiacciaio che si scioglie e a una foresta millenaria a Madeira. La voce è fragile, volutamente imperfetta, ed è lì la sua forza.
Infine I Have The Key è la più coraggiosa: nata guardando quello che succede a Gaza, con un meraviglioso sax improvvisato da Bruce Lamont a Chicago, è un brano politico e vulnerabile.
Resta coerente e raffinato anche il lavoro dei BULLYACHE: tre ritratti lenti e sospesi al Mandrake Hotel, dove il lusso dell’ambiente contrasta con la stanchezza e l’estasi dei corpi di Nicole Nevitt e Sam Dilke. Non video che distraggono, ma video che accompagnano, facendo in modo che la musica si lasci ascoltare. “Secret Love (Deluxe Edition)” non è per chi cerca il colpo di scena: è per chi ha amato perdersi nei dettagli e ora ha tre sfumature in più in cui farlo.
Tracklist:
- Hit My Head All Day
- Cruise Ship Designer
- My Soul / Half Pint
- Secret Love (Concealed In A Drawing Of A Boy)
- Let Me Grow And You’ll See The Fruit
- Blood
- Evil Evil Idiot
- Rocks
- The Cute Things
- I Need You
- Joy
- Sliced By A Fingernail
- Grass
- I Have The Key
Foto Max Miechowsky


