Tongue – Fontaines D.C.

L’avevamo detto poche settimane fa: non si fa in tempo ad adagiarsi che Grian Chatten e compagni arrivano ci destano dal torpore con una dose di adrenalina -anzi, di dopamina, è il caso di dire, per richiamare il titolo dell’annunciato nuovo album.

Possiamo ascoltare da ieri (con un annuncio che lo ha preceduto soltanto di 24 ore) Tongue, il secondo video e brano estratto dal quinto lavoro discografico degli irlandesi Fontaines DC, “Dopamine Chamber”- in uscita il prossimo 16 ottobre, ma disponibile una settimana prima per alcuni listening parties anche in diversi negozi di dischi in tutta Italia (qui il link)

Tanto il video del primo singolo Marianne era lucido, patinato, in altissima definizione, quanto invece il supporto visivo a Tongue è confuso, apparentemente amatoriale:  una sequenza di primi piani ravvicinati, onirici e disorientanti della band, in blu e grigio, ripresi da una sorta di “video note”, in cui vediamo i Fontaines cantare il pezzo a bordo di un bus panoramico che gira per New York. Il brano prosegue diritto verso la chiusura del cerchio con il quale ci è stato presentato “Dopamine Chamber”-: l’album sarà una sorta di “camera della dopamina”, per l’appunto, nella quale l’ascoltatore è invitato a testare gli effetti di diverse sostanze. “Più abuso di quanto [possa esserci] con un Adderall” cita “Tongue”: è menzionato uno stimolante cognitivo, utilizzato  per aiutare a mantenere la concentrazione.

Musicalmente Tongue suona ripetitiva, ossessiva; molto interessante la parte centrale in cui gli strumenti paiono dividersi, ciascuno protagonista e diretto verso il proprio palcoscenico, ciascuno con una propria fortissima identità (splendidi i due assoli di pianoforte,- uno alto e uno basso) ciascuno cadenzato a proprio modo, ma perfettamente intersecato agli altri. Il testo è quasi uno scioglilingua ripetuto e martellante che, benchè utilizzi l’agilissimo e piacevole cantato di Chatten, ha come temi paradossalmente centrali le parole come armi devastanti, l’impossibilità di comunicare in mancanza di un ascoltatore, la realizzazione di aver detto ad alta voce ciò che era meglio soltanto pensare.

Inutile dire che siamo sempre più curiosi e in fibrillazione per questo atteso e certamente valido lavoro della band.

 

Immagini utilizzate a fini editoriali e di commento critico