“Shadowman” – Shadowman

Articolo  cura di Cinzia Nalci

Shadowman è un progetto musicale nato da una collaborazione di un trio formato da John J. Presley, Ben Hillier e Danielle Perry, uscito il 4 settembre per Nica Records / Republic of Music.
Ben Hillier è produttore discografico e tecnico del suono, autore e musicista con oltre 30 anni di esperienza, ha collaborato con i Depeche Mode, i Blur, gli Editors.

Danielle Perry, moglie e collaboratrice di Presley, è una conduttrice radiofonica di fama nazionale.
Sonorità caratterizzate da suono frenetico di chitarre, austerità di ottoni ed eleganza del sassofono, danno vita a un valido progetto post-rock che ipnotizza e cattura grazie all’incalzare di un crescendo musicale a tratti ossessivo e coinvolgente.
Nato come semplice esperimento, ha preso forma grazie alla collaborazione tra Presley, sua moglie Danielle Perry e Ben Hillier.

Grazie alle sonorità funebri e oscure degli ottoni e alla raffinatezza del sassofono di Pete Wareham (PJ Harvey), il progetto si muove tra atmosfere suggestive che attraversano dieci brani che spaziano da New York primaverile al sole estivo, a tele colorate e nostalgiche di fiori.
In passato Presley era stato supportato da diversi artisti tra i quali Iggy Pop e Steve Lamacq e le sue prime esibizioni dal vivo registrano il tutto esaurito.

Track by track – L’emozione in 10 tele

  1. You Are The Love

Scritta da Presley dopo una notte insonne, brano di un’energia enigmatica e emozioni crescenti, istintivo fatto di voci rarefatte e luci fioche. È il risveglio alle 3 del mattino, quando sei sfinito ma finalmente sincero.

  1. Don’t Assume

Dal ritmo incalzante e malinconico. Batteria motorik ipnotica, un’urgenza che non ti lascia. È la sensazione di aver capito male una persona che amavi, e di non poter più tornare indietro.

  1. New York in Spring

Cinematografica. Grazie al background di Danielle sullo studio del suono e dell’immagine, ti porta davvero in una primavera newyorkese, ma non da cartolina. È malinconia dolce, nostalgia per un luogo che forse non hai mai vissuto.

  1. Flowers

Tra i 10 brani spicca Flowers dalle sonorità anni 80 grazie a una drum machine e un sintetizzatore, il brano è elegantemente arricchito dal suono del sax di Marcus Hamblett e Pete Wareham( Pj Harvey). Nata dopo aver visto un amico appena lasciato e subito dopo la sua ex con un nuovo amore, è gelida, lynchana, bellissima nella sua crudeltà.

  1. Wedding Singer

La più intima e cantautorale. Scritta con la Guild anni ’70 che sembrava avere già le canzoni dentro. È imbarazzata e tenera, come una dichiarazione d’amore sussurrata al momento sbagliato.

  1. On Fire

Qui il post-rock esplode. Chitarre che graffiano, ottoni che avanzano come una marcia funebre e poi liberazione. Se l’album fino a qui tratteneva, qui brucia tutto per vedere meglio.

  1. Waiting on the Old Songs

Il cuore nostalgico del disco. Un jukebox vuoto in un bar di campagna. È la canzone che mettiamo su quando non vogliamo sentire il silenzio di casa. Sospesa, struggente.

  1. Look at You Now

Il duetto di John e Danielle. Lei, voce storica della radio inglese, qui per la prima volta canta davvero, e si sente. Sembra il dialogo nostalgico di due persone che si tengono per mano, rievocando momenti trascorsi del passato.

  1. Blonde (Demo Mix)

Lasciata volutamente demo, con il fruscio del nastro. Mentre tutto l’album è curatissimo, qui c’è la fragilità di una polaroid non riuscita. E proprio per questo ti resta addosso più di tutte.

  1. Summer Sun

La chiusura. Dopo il buio, arriva un sole obliquo di fine agosto, alle 19:30. Non è un lieto fine, è pace. Ti lascia con quella voglia di premere di nuovo play dalla traccia 1.

Un esordio che suona già come un classico notturno. Da ascoltare di notte, tutto d’un fiato.

Tracklist:

01. You Are The Love
02. Don’t Assume
03. New York In Spring
04. FLOWERS
05. Wedding Singer
06. On Fire
07. Waiting On The Old Songs
08. Look At You Now
09. Blonde
10. Summer Sun