Il mostro che si mostra: Tiziano Piu è Ilmostrodellaband

Articolo a cura di Francesco Pietro De Angelis

“L’Espressione del Mostro” è l’ultimo album di Tiziano Piu, in arte Ilmostrodallaband, uscito lo scorso marzo. Questo progetto progetto solista è iniziato nel 2020 ed ha all’attivo già due EP, “L’abbandono” del 2020 e  “Lacerata gioventù” del 2022.

L’album, uscito a fine marzo, contiene otto canzoni (di cui tre prodotte con Flavio Ferri, fondatore e componente dei Delta V) e porta con sé alcune consapevolezze che l’artista Tiziano Piu ha maturato in questi anni e rivela non solo il percorso interiore dell’artista, ma anche l’essenza creativa che anima Ilmostrodallaband.

Tra i brani dell’album c’è anche un bell’omaggio, la cover di “Spaziale” brano di apertura dell’album “Graziosa Utopia” di Edda, del 2017.

Abbiamo ascoltato questo lavoro sul divano, nel tragitto casa-lavoro, casa-supermercato, casa-appuntamenti con amici, insomma ci siamo fatti accompagnare dalla musica di questo album durante la nostra quotidianità  ed ascoltandolo così tanto, ci è venuta voglia di saperne di più.

Abbiamo, quindi, intervistato con piacere Tiziano, che ringraziamo ancora per la disponibilità,  vi auguriamo una piacevole lettura, magari in compagnia di un fresco spritz con buona musica: quella de Ilmostrodallaband, ovviamente!

Il titolo dell’album L’espressione del mostro ci parla di un mostro che si ‘mostra’ o, almeno, mostra alcune parti di sé. Ci parli di questo svelamento?

Mostro un periodo della mia vita particolare, un nuovo inizio che però guarda al passato con consapevolezza più lucida.
Oggi ho maturato un approccio diverso alle cose, alla vita e alla musica. In questo album mostro chi sono oggi da diversi punti di vista con meno filtri

Nelle prime due canzoni (Rifare il letto e Serenella nel vuoto) racconti di morte e vuoto, buio e bianco avvolgente. Tu come immagini questi due stati contrapposti?

Il vuoto come conseguenza di morte, o almeno io l’immagino cosi. Ma anche buio profondo, bianco abbagliante. Cerco di dare un’immagine che potrebbe far pensare al morte, che non necessariamente è oscura.
Quando ho scritto “Serenella nel vuoto” ho proprio immaginato gli attimi prima dell’exitus, cosa immagino, cosa sento.

Nella canzone La prima nevrosi sembra tu abbia raccolto una serie di ‘massime proverbiali’ che dispensi come consigli in quanto esperienze che non fanno più al caso tuo… E’ a te stesso che dai questi suggerimenti oppure a Ilmostrodallaband ?

In un certo senso si, parlo con me stesso. Ragiono su come venir fuori da certe situazioni tossiche, le nevrosi spesso sono delle conseguenze.
Non parlo comunque di patologia psichiatrica, molti confondono.
Parlo di comportamenti alterati di coppia, che fanno male, logorano dentro. Imparare dagli errori è logico ma a volte non si mette in pratica. Quindi parlo con me stesso, ragiono e agisco.

Che ruolo hanno la sofferenza (fisica) e il dolore (morale) in questo album? Possiamo definirli come input di cambiamento, momenti di scelta di percorsi?

Il cambiamento è una conseguenza di tutto questo, però non è un disco negativo. Rispecchia molto il mio vissuto  cose belle e brutte che capitano a tutti.
Però ha un messaggio molto positivo, rappresenta una maturazione dei sentimenti, delle conquiste importanti, una ritrovata leggerezza.

Nella track New home parli di un nuovo spazio di benessere, un nuovo modo anche di stare con se stessi. Ti andrebbe di approfondire questi concetti?

Cambiare casa ha significato per me ritrovarsi. Mi ero un po’ perso, dovevo in qualche modo riappropriarmi delle mie cose, delle mie abitudini e libertà.
Inizialmente questo cambiamento ha portato l’inesorabile malinconia, devo dire che però è durata ben poco. Scrivere una canzone è stato come sempre liberatorio.

L’ultima track, Inno, porta con sé vibrazioni di gioia, anche a livello ritmico, con un ritornello mantra, ci viene da definirlo.
Possiamo, dopo il disvelamento de Ilmostrodallaband che accompagna le precedenti canzoni, parlare propriamente, qui, di un inno al nuovo sé?

Sì in effetti da sensazioni diverse rispetto alle altre canzoni del disco, anche per la sezione ritmica e il tempo.
È un inno alla mia vita, non è riferita alla situazione attuale. Ripercorre il mio vissuto, lo faccio però in modo positivo.
Tendo a ricordare le cose belle piuttosto che quelle spiacevoli.
La migliore medicina ai problemi è aver avuto tanti ostacoli in passato, esserne usciti quasi indenne mi ha fatto bene

 Come vedi il prossimo futuro de Ilmostrodallaband? C’è qualche piccola anticipazione che puoi rivelarci?

Posso solo dire che non mi fermerò finché l’ispirazione non mi abbandona. Dipende tutto da quello, non forzo nulla, mi faccio trasportare.
Sto pensando a un nuovo disco, questo è terapeutico. Grazie per l’intervista!

Grazie per la disponibilità.

Hot Studio Records