Drugosaaspettare – 11 Ottobre 2025 – Insider Fest Casalecchio di Reno (BO)

Nella giornata dell’undici ottobre, immergendomi nella cornice dell’Insider Fest – celebrazione per i tre anni di attività della R.O.D. Records, collettivo siciliano che si occupa di scoprire e creare percorsi per band emergenti –  troviamo tra i gruppi i Drugosaaspettare (associazione immediata a “Il grande Lebowski”).

La band è composta da Valerio del Nero (chitarra e voce), Fabrizio Basile (basso) e Stefano Stalteri (batteria). Nata durante il periodo Covid, dopo varie esibizioni in Emilia-Romagna trova, nella cornice dello Spazio Eco di Casalecchio di Reno, il palco ideale per celebrare l’uscita del suo nuovo EP, “Zona”.

Dalle sonorità rock alternative e con dei testi asciutti che arrivano dritti al punto, i Drugosaaspettare si contraddistinguono per aver assorbito la voce graffiante del rock e averla trasformata in undici tracce cariche di energia.
La prima canzone live è Sana malattia, in cui trovo condensato un po’ il messaggio di tutto l’EP,  una camminata fiera su un mondo in macerie, “In cerca dei perché/tiriamo ai nostri re”. Una ribellione che si manifesta come forza vitale, capace di imporsi sull’indifferenza del mondo marcio in cui viviamo.
Significa prendere i valori di una vita degna e, con fierezza, traslarli nella società attuale, “andando nel sole che abbaglia” — per usare una mia associazione a Montale.

Già dalla prima canzone si percepisce l’atmosfera del live: gli strumenti suonano con forza e decisione, e fin da subito i Drugo si avvicinano l’un l’altro, sprigionando energia e complicità. Con grinta e massima espressione, danno vita alla loro musica, utilizzando ogni strumento al massimo del potenziale.

Un’atmosfera inizialmente attenta, quasi trattenuta, esplode poco a poco in un pubblico sempre più coinvolto, che sotto al palco si lascia trascinare dal ritmo e dalla potenza del live.

Si prosegue  con La ruota, dove questo eterno ritorno trova voce nel verso “esiste un mondo perfetto scritto nell’antichità” perché la lotta fiera in un mondo degenere è stancante, e servirebbe solo ricostruirlo alle radici.
L’energia del pubblico viene alimentata dagli assoli e dalla musica coinvolgente del gruppo, in un connubio con la naturale capacità dei membri della band di vivere il palco ed esprimersi con autenticità.

In Effetto wow, i versi “tutti in fila per la grande novità / fanno a gara con grande religiosità / sei off line – sono on line” esprimono con lucidità la deriva tecnologica dei nostri tempi, in cui angeli e dèi vengono sostituiti da figure mitologiche e irraggiungibili generate dai social.
Nella versione live, questi versi acquistano ancora più forza: l’enfasi dell’esecuzione accentua il contrasto tra il vuoto spirituale contemporaneo e la frenesia della visibilità a tutti i costi.
L’anonima preghiera rivolta a un Dio che ascolta si trasforma così in un’implorazione sterile di attenzione, destinata a morire ancor prima di nascere: castelli fragili, pronti al tracollo.

Arriva poi Zona, la traccia cardine dell’EP, in cui la voglia di scappare da un mondo finto “siamo rinati/nei bassifondi” trova il suo massimo apice di espressione.
Anche attraverso il video musicale, questa voglia viene resa visiva attraverso la contrapposizione tra uno spazio chiuso e al neon e un altro aperto e ancestrale quasi nella sua naturalezza.
Si scappa dalle incertezze moderne per cercare una vecchia ma anche nuova verità. Diretto dalla sottoscritta, con lə attorə Catia Agatiello, Francesco Coppi e Cassie, girato a Casalecchio di Reno e nello spazio Eco, attraverso l’associazione Esecreando, il video aveva come obiettivo quello di mostrare come rimanere non è la risposta, se si rimane nel marcio.


La canzone successiva è Fiori di Lillà, il cui ritornello — “Se non ora quando / morti senza tempo / vivi senza gloria / se non ora” — rappresenta un invito a combattere a muso duro contro la mediocrità del quotidiano, che si innalza solo quando viene raccontata.
Dal vivo, il brano acquista una particolare intensità: le parole risuonano con maggiore forza, invitando a una riflessione condivisa.
Altro pezzo fondamentale è Sole atomico, in cui l’essere umano diventa un Dio che emette “un sospiro inerme biblico” di indifferenza, mentre “saluta il figlio acido”, che urla con voce roca il proprio martirio.
Durante l’esecuzione live, l’atmosfera si fa più carica.


In Zona c’è un richiamo che trasuda vita verso ciò che di importante andrebbe vissuto e che in questi tempi è solo anestetizzato.
Da ascoltare in concerto, per ballare insieme.