“OLO” – Sofia Ara

C’è diffidenza nei confronti del silenzio. Lo riempiamo continuamente: con parole, notifiche, musica di sottofondo, rumori che ci facciano sentire meno soli.

Alcuni ascolti musicali dimostrano come il silenzio non sia un’assenza, ma una materia da modellare, un quinto elemento con cui giocare, da stuzzicare e istigare.

Il genere, il ritmo, la tipologia di brano e tutte le altre pignolerie che ci ostiniamo a produrre per completismo sono solo cavilli ed etichette.

Mi sono imbattuta in un ascolto folle in questi giorni: l’artefice risponde al nome di Sofia Ara, producer, cantautrice, flautista e sassofonista originaria di Roma. Una personalità interessante, che racconta di sé quello che vorrei le persone raccontassero quando si presentano: non la loro professione, il segno zodiacale, o altre ovvietà simili.

Quel che  Sofia Ara ama precisare, infatti, è la sua passione: quella per il mondo sottomarino e per la fauna acquatica, che la accompagna da tempo.
Sofia ha studiato biologia ambientale, specializzandosi su creature particolarissime imparentate strettamente con i ricci e le stelle marine, chiamate oloturie (o anche cetrioli di mare, per via della loro forma allungata e cilindrica); a questa passione l’artista ha connesso non solo l’aspetto scientifico, ma anche un interessante indagine artistico-filosofica.
E non è tutto: per contestualizzare ancora meglio il suo lavoro, a ciascun brano dell’album Sofia collega una creatura marina, rappresentata visivamente anche da una fotografia. Dopotutto, durante il tragitto si incontrano diverse creature, ognuna di esse è il simbolo di qualcosa” dice Sofia.

Ascoltando “Olo”, il suo primo EP uscito lo scorso 10 luglio, nonché primo lato di un disco d’esordio, hai quasi l’impressione di immergerti in un guizzante e cristallino mondo sottomarino, ma anche all’interno di un’anima che ha deciso di musicare la propria interiorità. La vocalità è soave, calma in certi frangenti; metallica, acida e quasi non umana talvolta; viene utilizzata per comunicare stati d’animo o concetti interiori ma anche come strumento aggiuntivo.

“Olo” è composto da quattro brani cantati in italiano, che spaziano tra fiati, elettronica, glitch, variazioni microtonali, flussi di coscienza e persino qualcosa che pare lo schiumare di un’onda.

Le tematiche che Sofia affronta sono molto filosofiche e astratte, ma riescono contemporaneamente a essere tanto concrete da riguardare ciascuno di noi: Buio Luce, primo pezzo dell’EP, attraversando e sperimentando in tutto l’universo sonoro della musicista, esplora il dialogo continuo di due parti interiori che su trovano agli antipodi – come per esempio il buio e la luce, ma anche tutti gli altri opposti che spesso ci dilaniano e ci fanno chiedere chi siamo davvero.
Non dimentichiamo che è semplicistico relegare l’essere umano a una serie di aggettivi che viaggiano in un’unica direzione siamo molto più complessi di così.

Questa introspezione continua con Divisodue, folle brano in cui l’artista racconta come una frattura interiore, da rifiuto, possa trasformarsi in consapevolezza.

Sofia Ara ha una personalità musicale molto sfaccettata: tutta la sua produzione è influenzata dalle sonorità dei popoli dell’India e delle Ande, dal punk e dalla musica elettronica. Ma, da grande amante del pop, ha sempre remato nella sua direzione, intrecciandovi all’interno tutte le sue influenze.

Prosegue il viaggio sottomarino di “Olo” con Cascate, che invita a costruire il futuro custodendo la memoria del passato. E infine, in coda alla scia surreale di creature marine, arriva Ti scorderò, bellissima riflessione sulla “necessità di annullare o dimenticare qualcuno quando il distacco diventa un gesto positivo: una cancellazione che non coincide con la perdita, ma con lapertura di nuove porte e la possibilità di attraversare altri spazi interiori.”.

“Olo” è un disco diverso, forse non tra i più orecchiabili e semplici che io abbia mai sentito. Ma, diciamocelo: la facilità di ascolto e comprensione, la fruibilità, la semplificazione, non sono forse segno di un’impoverimento di una civiltà? Ci risulta sempre più arduo ascoltare e comprendere prodotti complessi e poco definibili; ma sono certa che questa difficoltà deriva dal fatto che è a sua volta più difficile imbattersi in prodotti articolati e di non semplice incasellamento.

Per una volta andiamo controcorrente, che ce n’è bisogno: evviva la complessità, se stimola il desiderio di pensare e riflettere. Grazie Sofia Ara per averci dato uno spunto per farlo.

Tracklist

01- Buio Luce
02- Divisodue
03- Cascate
04- Ti scorderò

 

Foto Maruja Cima – Samuele Cima