Pablo America è un cantautore e produttore nato a Torino e che vive attualmente nelle campagne marchigiane. Dopo anni come guidatore di Uber, per lui esperienza di grande ispirazione per le sue canzoni, decide di dedicarsi completamente alla musica.
Nel 2023 esce “San Michele”, mentre “Canzoni d’amore per Luigi Mangione” (Maciste Dischi), preannunciato dal singolo Gli inutili, è il suo ultimo lavoro.
Trovo che l’album abbia varie sfaccettature che possono essere interpretate su più piani e che rendono l’analisi particolarmente pensata e bisognosa di attenzione e cura per i dettagli.
Ci troviamo davanti un disco che prende il mondo e lo guarda con gli occhi disincantati e ironici di chi ha capito i meccanismi tossici di cui la nostra società è pregna. In questo contesto “Canzoni d’amore a Luigi Mangione” va oltre la persona da cui prende il nome l’album.
Luigi Mangione non appare come il focus principale, quanto piuttosto un modo per rappresentare lo svuotamento dell’azione e del verbo in un mondo digitalizzato e ormai privo di sicurezze.
In questo stato delle cose non possono essere piantate radici solide. Se i valori un tempo fondativi di una psicologia comunitaria sono venuti meno — travolti da stravolgimenti mondiali e innovazioni che ci lasciano spiazzati nei ragionamenti e annichiliscono la capacità di analisi e discernimento —, la risposta negli ultimi anni è stata una sola: una dissacrante e amara anestetizzazione nei confronti dei drammi del mondo.
Attraverso le tracce, l’ironia dei testi costruisce questo nuovo stato momentaneo delle cose e, proprio grazie a questo meccanismo, l’album riesce a toccare e analizzare più punti della nostra contemporaneità.
Notevole anche la componente strumentale: ricca e dai richiami orchestrali, quasi sognante, in netto contrasto con la crudezza dei temi trattati. Un equilibrio che trova la sua massima espressione in Centomila carie non è vero che ha le carie.
La prima canzone, Desperado, attraverso la storia di una suora che, innamoratasi, “nascondeva dietro i suoi occhiali da sole/la voglia di rivederlo”, vede anche forse un po’ ironicamente la dissoluzione di tutte le certezze di questa donna per quanto riguarda la fede e l’abnegazione. E la sua storia sembra l’unica risposta sensata in un mondo attraversato da individui vari che, per interesse, utilizzano espressività individuali per la costruzione mercificata di miti, volti solo alla nutrizione di macchine miliardarie.
La seconda traccia, Gli inutili, è, a mio parere, anello di congiunzione tra tutte le canzoni e rappresentazione di una gioventù disillusa che sa che “non saremo mai quello che nostro padre voleva”. Nel precariato vive tra sogni instabili, disillusione e, forse anche per questo, una maggiore coscienza, non sufficiente però per costruire un futuro sempre più irraggiungibile.
Oh Tommy è forse il brano più sognante, tra richiami extraterrestri: Tommy, che viene nominato da “la ragazza di Kevin” che “nel sonno diceva oh Tommy, Tommy”, diventa un anelito a tendere altrove, cosa che a mio parere troviamo di nuovo con un collegamento concettuale in “Little Boy Little Girl”. Nella sua apparente dolcezza infantile, richiama “nella notte creepy” una dimensione quasi robotica ma allo stesso tempo insoddisfacente.
Cinzia, che rifiuta l’amore di un calciatore disposto a sposarsi solo “quando la Nike farà vestiti da sposa”, e la persona cantata in C’mon, che “senza parlare mi dice I love you” alla pari di un turista, fanno raggiungere alla dissociazione globalizzata presente ormai nella popolazione i livelli massimi.
In Hooligan Boys il momento in cui “i black bloc vanno a un rave party” sembra la situazione migliore in cui potersi amare liberamente, senza dover protestare e preoccuparsi del mondo che crolla, ma la connessione che si sta cercando è quasi inesistente a causa della barriera linguistica, nonostante si parli di apparente amore.
Penso che questo album rappresenti a pieno la dissociazione del mondo contemporaneo, incapace di essere raccontato perché svuotato di significato e impossibile da vivere a fondo per il terrore che ci pone davanti: troppo ingestibile, troppo disumano. Consigliato
Tracklist:
01. Desperado
02. Gli inutili
03. Oh Tommy
04. Hooligan Boys
05. Centomilacarie non è vero che ha le carie
06. Cinzia
07. C’mon
08. Little Boy Little Girl


