“Palomar” – Palomar

Articolo a cura di Tiziano Farinacci

I Palomar sono una band nata quasi per caso a Siena nel 2021 e fondata da Francesco Panconesi, Marco Pasinetti, Iacopo Sichi e Davide Strangio.

Il loro disco d’esordio omonimo prende naturalmente forma dopo lunghe sessioni d’improvvisazione, conversazioni sulla musica, ascolti condivisi e una curiosità comune che si traduce presto in un intimo e personale linguaggio musicale.
Più che un manifesto stilistico, ne uscirà una dichiarazione di intenti: cercare la bellezza nella semplicità.
La loro musica si colloca in uno spazio aperto, muovendosi con spontaneità nella pratica sonora senza mai aderire, in senso assoluto, ad un unico e preciso idioma musicale.

Si percepiscono echi del nuovo rock britannico di band come Caroline, della tensione cinematografica di gruppi italiani come Calibro 35, dell’avant-jazz contemporaneo e delle architetture emotive del post-rock di gruppi come Sigur Rós.

“Palomar”, ti raccoglie e rapisce come il gioco della macchinetta di peluche al Luna Park, il gancio (o la pinza) non fa però alcuna fatica a prelevare chi ascolta per poi depositarlo nel contesto armonico che sa creare paesaggi di estrema delicatezza, dove sottili gesti richiamano suoni dal silenzio, dando vita a una narrazione in continua trasformazione.


CaraCaraCara è la prima destinazione raggiunta, la prima terra ferma, oltre che il primo singolo ad aver anticipato l’uscita del disco e suggerisce un gesto semplice ma radicale: ricordare che l’umanità si manifesta nella cura e nella bellezza del rapporto con l’altro in un’immagine sonora plasmata da piccoli gesti, voci lontane e dalla gentilezza custodita in una sola parola, ripetuta ancora e ancora.

Chi ricordo è un nuovo momento di raccordo con una sorta di stanza sotto il mare chiamata Babbo cantami una canzone, profonda immersione proprio nel ricordo, toccante e in grado di provocare brividi anche a temperature elevate.

Sguardo da bambino, brano di chiusura dell’album (accompagnato da un videoclip realizzato e coprodotto assieme alla regista Noa Boucquillon), tenta di riportare l’ascoltatore verso una rinnovata prospettiva: la capacità di osservare il mondo con la semplicità e la curiosità di un bambino. Uno sguardo ricco di fantasia, forse l’unico punto di vista sincero, capace di traghettarci verso il cambiamento, oltre che a riva.

Le registrazioni dell’album si sono svolte tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 nello studio Cabinessence di Milano, sotto i fuochi d’artificio di capodanno, un celato dettaglio sonoro rimasto impresso nel disco stesso.

L’album esce oggi, venerdì 5 Giugno, per l’etichetta discografica italiana Hora Records, fondata nel 2021 come spazio aperto e collaborativo per la musica creativa e d’avanguardia, che mira a supportare e amplificare le voci più originali della fertile scena musicale italiana ed europea, consentendo loro di esprimere la propria visione senza compromessi.

Marco Giudici (musicista polistrumentista e produttore milanese) ha registrato, curato mix e suono e prodotto l’album, suo il basso nel brano CaraCaraCara.

Niccolò Fornabaio ha contribuito alla registrazione dei brani, mentre il master è stato realizzato da Matt Bordin presso l’Outside Inside Studio.

La realizzazione grafica dell’album, curata da Francesco Franz Longhi, è affiancata dalle fotografie di Claudia FontanaJacopo Perugini.

Nove tracce, nove titoli. Più che spiegare, suggeriscono e restano come piccoli indizi.
La poesia di Carlo Fait, custodita all’interno del vinile, si intreccia al messaggio sonoro del gruppo ed offre una traccia, una possibile direzione, ma l’intento dell’album rimane chiaro: lasciare piena libertà di immaginare a ciascun ascoltatore.
Palomar” è l’inizio di un percorso di quattro artisti che hanno deciso di restare in ascolto perché, nonostante tutto, nascono dischi e ringraziano tutte le persone che cercano la bellezza con idee rivoluzionarie.

Tracklist:

01. Palomar
02. Seconda prima volta
03. Libera
04. Nuotatrice
05. Azzurro che non mente mai
06. CaraCaraCara
07. Chi ricordo
08. Babbo cantami una canzone
09. Sguardo da bambino