
Articolo a Cura di Giulia Tarabelloni
La prima volta che ho memoria di aver ascoltato una canzone dei CCCP probabilmente loro si erano già sciolti da una decina d’anni.
Eppure, ascoltare quella musica nel salotto di casa è sempre stato qualcosa di magnetico, folgorante e impossibile da lasciarsi alle spalle nel corso degli anni.
Quando ho saputo del Gran Galà Punkettone al Teatro Valli i biglietti erano già andati sold out o per meglio dire ‘Tutti Esauriti‘.
Bruciati da una voglia nostalgica e da una mancanza dirompente di quel punk filosovietico che aveva affascinato in tanti prima di me.
Quando è stata annunciata una seconda data, in concomitanza della mostra ai Chiostri di San Pietro, ho avuto la fortuna e la prontezza di accaparrarmi un biglietto.
Assistere al Gran Galà Punkettone è stato un vero privilegio: è stata la celebrazione della storia di un gruppo che ha segnato un periodo musicale parallelamente a dei cambiamenti storici altrettanto importanti. Allora, Ottobre 2023, non si parlava di tour estivo, di concerti a Berlino e tanto meno di un’ulteriore serata al Valli.

Allora, niente di tutto questo era noto, c’era solo una serata trionfale, che annovero tra le migliori per intensità e bellezza, e una mostra curatissima in uno spazio della città finalmente sfruttato nel modo giusto.
E poi tutte queste cose sono arrivate.
Prima Berlino per celebrare le origini e poi un tour estivo serrato, in cui nessuno dei membri della band si è risparmiato, ma anzi ha continuato a offrire al pubblico la vera essenza dei CCCP.
La proiezione e la successiva esibizione offerta venerdì sera a teatro è stata la giusta celebrazione di un viaggio, non ancora terminato (7 date estive ndr), emozionante e che in un qualche modo ha messo o metterà la parola fine a questa parentesi meravigliosa.
La riproduzione del Gran Galà è stata montata magistralmente unendo gli interventi della prima serata con Daria Bignardi a quelli della seconda con Alba Solaro, quest’ultima presente anche sul set di Kissing Gorbaciov, film a cui si deve la genesi di questo spettacolo e soprattutto della reunion.
Rivedere le esibizioni, tra le tante, di Oh! Battagliero, Emilia Paranoica, Radio Kabul e Amandoti ha permesso a chi era presente di ricordare con piacere l’estasi di quei live così potenti e travolgenti.
Al tempo stesso per chi non fosse riuscito ad esserci di comprendere la magia del Gran Galà Punkettone e la forza che lo ha contraddistinto.
Finita la visione, il sipario si è aperto con una serie di immagini di carattere sovietico, a rimarcare come lo sguardo dei CCCP sia sempre stato verso est.

Zamboni è il primo a fare l’ingresso in scena e a far partire un vinile con una melodia russa che accompagnerà l’arrivo degli altri membri. Il secondo ad apparire è Fatur, agghindato come sempre con oggetti di scena che lo contraddistinguono.
La parata, perché sì di questo si è trattato, continua con Annarella che sfoggia un vestito bianco, un cappello militare e una bellezza che continua a essere immutata nel tempo.
Infine, l’ultimo, ma non per importanza, ad arrivare sul palco è Giovanni Lindo Ferretti.
L’entrata in scena dei vari componenti del gruppo è stata accolta da un lungo e meritato applauso. Felicitazioni, anche titolo della loro mostra, è la perfetta cornice di questo quadro.
Nel mentre le immagini sovietiche lasciano il posto a bandiere da ogni parte del mondo, sottolineando l’abbandono dei vecchi miti e spostando l’attenzione sul nuovo presente.
Ed è sempre Zamboni il primo a prendere la parola e a leggere una lettera di commiato e ringraziamento al pubblico del Teatro Valli, sottolineando che tutto quanto accaduto non sia stato frutto di scelte strategiche, ma figlio del caso e di quell’istinto che da sempre contraddistingue e sorregge le scelte fatte dai CCCP.

Finito questo momento ricco di significato gli artisti fanno quello che sanno fare meglio: Giovanni Lindo Ferretti, sempre con le mani in tasca come se fosse la cosa più semplice del mondo, ancora una volta ha incantato il suo pubblico intonando prima Madre e poi Trafitto, accompagnato dalla famosa chitarra grattugiata di Zamboni, tra la presenza scenica dirompente della Benemerita Soubrette con i suoi meravigliosi abiti e il coinvolgente Fatur che ancora oggi non ha vergogna di mostrare la sua nudità di cui un tempo era certamente fiero.
Il sipario si chiude, ma non la serata: c’è spazio per un’ultima canzone.
Zamboni, seduto davanti al sipario chiuso, impugna una chitarra acustica e accompagna Giovanni Lindo e Annarella, che scendono dal palcoscenico, attraversano la platea ed escono dal teatro sulle note di Annarella.

Proprio così come era iniziato il Gran Galà Punkettone, così simbolicamente si è concluso.
Gli applausi non tardano ad arrivare e il pubblico ringrazia alzandosi in piedi dopo un momento così denso di significato ed emozioni.
Un cerchio si è chiuso sul palco del teatro Valli: senza nostalgia, ma con piena consapevolezza del fatto che i CCCP sono stati, sono e saranno sempre Fedeli alla Linea.
Se ancora non avete avuto il piacere L’ultima Chiamata vi attende questa estate in diverse località sparse per l’Italia.
Ma non siate troppo tristi, come giustamente ricordava il cartello di una fan in platea: l’ultima volta non arriva mai!
Foto di Chiara Conti
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