“Schegge” – Giorgio Poi

Giorgio Poi - Schegge

Un salvagente nel mare

“Schegge” è l’ultimo album del cantautore, polistrumentista, produttore e compositore Giorgio Poi. In uscita il 2 maggio 2025, questo album racconta una storia che man mano si svela nella sua intimità.
È come se ci fosse un rovesciamento delle aspettative, una partenza che sembra volerci dare un messaggio molto chiaro e definito, ma che man mano si rivela in tutta la sua fragilità e caducità.

In Giochi di gambe viene introdotto un po’ il filo rosso di tutto l’album attraverso la frase “in questa grande esplosione siamo le schegge”: andando in ordine, cosa ci sta dicendo questa frase? Che c’è stato un cambiamento, una distruzione, così potente da aver lasciato mille pezzi sparsi, da raccogliere e usare per ricostruire e ricostruirsi.
Confusione, dolore, sofferenza…senza questo vetro che proteggeva, quindi, tutto ciò che proviamo è amplificato, amplificata dunque è la voglia di proteggersi.

Lo vediamo in Nelle tue piscine dove la frase “in certe acque si può solo annegare, lo so” è rappresentativa della cautela, motivata da vita vissuta e conoscenza del mondo. Chiusura e paura di soffrire.

E se questa paura entra così prepotente, “Bucare il cielo con uno sputo/cercavi Dio ma non l’hai trovato” (da Uomini contro insetti) non potrà mai essere solo una paura specifica, razionale, creata da una situazione oggettiva, piuttosto qualcosa che si espande, e diventa esistenziale, perché come abbiamo detto siamo diventati schegge, e le schegge aprono ferite, potenzialmente alla mercé di tutto il male del mondo, pronto a contaminare.

Ma prima o poi qualcosa dovrà pur muoversi, ed è lì che arriva Non c’è vita sopra i 3000 kelvin che dice “Non c’è alibi più debole di un alibi di ferro/per continuare a piangersi addosso”. La necessità di lasciare che l’altro metta il viso sul nostro petto, per sentire i battiti e riconoscerci, perché da soli non possiamo stare, anche se farebbe meno male.

E una volta presa questa consapevolezza, come dice un altro brano dell’album Les jeux sont faits e non importa se la terra finirà tra un milione di anni o se si nasce e si muore, di quello che ne sarà dei nostri corpi, delle crisi climatiche pronte a colpirci… una speranza c’è perché “una luce si accenderà/nel buio più cocciuto” e c’è anche l’apertura verso gli altri “ehi, se vuoi rimani/siamo i fiori sui vulcani” e conditi di questo si arriva all’unica soluzione possibile: c’è solo un qui ed ora anche se “i salti mortali fanno paura”.

Conoscendo la musica di Giorgio Poi già da qualche anno mi sento di dire che questo album non ha deluso le aspettative e che tra le sue basi a volte ambient, a volte classiche, a volte ricche di influenze estere, riesce a creare un prodotto che possiamo sentire anche noi dentro.

Tracklist:

01. Giochi di gambe
02. Nelle tue piscine
03. Uomini contro insetti
04. Non c’è vita sopra i 3000 kelvin
05. Les jeux sont faits
06. Schegge
07. Tutta la terra finisce in mare
08. Un aggettivo, un verbo, una parola
09. Delle barche e i transatlantici

Bombadischi Sony Music