“404DEI (Errore degli Dei)” – Little Pieces of Marmelade

Se è vero che le band che sanno suonare nascono negli scantinati, nelle camerette e nelle sale prova di periferia – ora come in passato, anche se si tende a negare questa verità – ci sono band per le quali quella sala prove, quella dimensione live distante dalla perfezione assoluta ma costellata di tentativi, consapevolezza, tanta genuinità e poca patinatura, diventa orgogliosamente il risultato finale.

E smettiamola di dire che la gavetta non si fa più, che “non ci sono più i musicisti di una volta” e cose del genere. I piccoli club, i festival, sono ancora una dimensione viva.
Sì, anche in Italia: sono piuttosto certa che non serva dirlo a voi che ci state leggendo ma, credetemi, là fuori c’è ancora molta gente che ignora questo sottosuolo (neanche tanto sotto) brulicante di voglia di suonare.

E non è un controsenso che questa mia introduzione sia spesa per presentarvi uno dei dischi più belli del mio 2025, che non è realizzato neppure da uno di questi artisti poco noti. O meglio, l’album viene da una band che dal sottosuolo è stata prelevata, certamente, ma che ci sguazza ancora molto bene: i Little Pieces of Marmelade, potentissimo duo originario della provincia di Ancona composto da Daniele “DD” Ciuffreda (batteria e voce) e Francesco “Frankie Wah” Antinori (alla chitarra).

Senza voler tirare troppo in ballo colui che su di loro ha scommesso fin dalla loro partecipazione al talent X Factor, Manuel Agnelli, vi diciamo solo che il leader degli Afterhours ha creduto in loro talmente tanto da esserseli scelti come compagni di viaggio nel suo eccellente lavoro solista – e nel relativo tour – Ama il Prossimo Tuo Come te Stesso.

I Little Pieces of Marmalade hanno appena rilasciato – lo scorso 12 dicembre – il secondo disco del 2025 (nonché quarto album in studio) interamente in lingua italiana, dal titolo “404DEI (Errore degli Dei)”, che segue di pochissimo, appena due mesi, il precedente e anglofono Mexican Sugar Dance”. In controtendenza alla discografia? Forse. Perfettamente in linea con la libertà artistica di cui DD e Frankie sono portavoce e sostenitori? Sicuramente.

Non è soltanto la lingua a differenziare i due lavori, ma anche un diverso intento: se il disco precedente ha dichiarato quanto i LPOM sappiano suonare e amino farlo, senza binari nè restrizioni, e quanto dannatamente si divertano sul palco, “404DEI (Errore degli Dei)” sussurra piano e urla fortissimo confessioni e imperfezioni, dimostrando che si può, eccome, essere introspettivi e dire ciò che si pensa anche senza banalità e mantenendo la propria essenza fino all’osso. Senza, magari, spiegarti proprio tutto. Ma dandoti sufficienti indizi per lasciarti almeno intendere.

404DEI Errore degli Dei parte con Poppy Intro, un pezzo retrò che sembra inciso su un vecchio nastro avvolto in cassetta: “Tenera stringimi finchè ci sarò/ la tua mano è il mio destino”. Pare che la canzone, suonata solo da DD voce e piano, sia stata registrata di nascosto da Frankie: consideratelo eccessivo o no, già questa storia vale l’intero disco.

Segue Daniel J, con la sua intro dolcissima e delicata, quasi ovattata, che poi esplode in trionfi elettrici imploranti perdono: “Torna da me anche se non lo merito/ e non trattengo più le lacrime …. Ricorda quello che hai fatto tu….vedrai che sarò più sincero”

Dimentica è la rappresentazione di come un brano possa essere fino in fondo strumento di espressione, uscire talmente dai binari della forma canzone pur arrivandoti dritto come un treno, con urla strazianti e una sperimentazione a tutti i livelli.

Il singolo di presentazione del disco è stato La Band: voglio leggerlo come un lampante (magari solo per me) tributo ai più barocchi Afterhours da un lato e ai Verdena di Endkadenz dall’altro, ma anche come un prezioso dono di stima reciproco tra DD e Frankie. Una dichiarazione di puro affetto e rispetto molto toccante, sottolineata da una voce straziante, un pianoforte profondo e stridenti melodie che danno vita a una ballata non convenzionale e riuscitissima, intrigante, dark e alternativa: “Ritorna al divino che ho stima di te, ho voglia di ricominciare….La nostra sveglia è la band, che è una coperta anche di giorno e non vorrei perderti o abusare di te”. Da brividi.

In JFR la melodica e psicotica voce di DD – tra Alberto Ferrari e NAIP, ma con una capacità di modulazione tutta propria –  è utilizzata in manierismi e vocalizzi certamente non semplici e sfrutta al massimo le potenzialità di un timbro davvero versatile, oltre che – oggettivamente – molto bello.

La potentissima Vertigo fa morire il rock’n’roll, oltre a ricordarmi ossessivamente Sui Giovani d’oggi ci Scatarro su proseguendo quel tributo sincero – involontario, può essere – che forse sto solo immaginando. Appena parte Mtv mi sento in un delirio: un brano così sporco, con un’attitudine punk che se mi distraggo un secondo dimentico di essere nel duemilaventicinque. Penso solo a quanto dannatamente picchierà live, questa dissacrazione di Music Television che non vedo l’ora di sentire.

Ho solo una definizione per Nello Spazio Respiriamo: sai quando superi quel limite che ti fa rimanere a fatica nella categoria delle persone accondiscendenti, ed esplodi in uno sfogo liberatorio, vomitando anche l’anima di pensieri che non si dovrebbero avere e che forse  neanche ho capito completamente? Ecco, questo. Ho però capito perfettamente la disperazione urlata ossessivamente da DD: pesante e “disturbante”, come a qualcuno che abbiamo già citato è sempre piaciuto ripetere.

Non che invece la title track 404Dei Errore degli Dei sfoggi una melodia armonica: bassi, distorti, vocalità scanzonate, stridule e psicotiche, una rincorsa punk che frena in coda trascinando il brano negli inferi di un muro sonoro compatto e claustrofobico. Ne hanno detto i LPOM: “se urla, è perché ascoltare non basta più, se provoca, è perché c’è troppo silenzio attorno al dolore vero.”

Funeral si presenta a suo modo come una ballata, molto poco classica, certamente, con una ritmica altalenante che scandisce attimi delicati e li alterna a un finale disperato ed esplosivo.

Se Amigo Mix è di un’allegria contagiosa, con quel suo scanzonato esordio fischiettato (che non ci mette molto a distorcersi e a picchiare sfacciato come una futuristica Milano Circonvallazione Esterna), poi arriva Kurtd, dove l’anima del grunge rivive nello spirito del suo musicista simbolo, che i LPOM tentano di riscattare con l’unico mezzo che possa rendergli omaggio: una canzone.

Mentre questo disco mi convince sempre di più e amplifica la mia capacità di ascolto sfidando anche comprensione e interpretazione acustica, parte Vecchi Jeans: un esordio dolcissimo in falsetto (“Lascia che ti spezzi il cuore..”), nostalgica e vagamente blues, orecchiabile e ben costruita.

Poppy Outro è la distorta e inevitabile conclusione di un’allucinazione splendida, di un disco maturo, con una personalità che così forti non ne sentivo da un po’: una chiusura che ha lo stesso identico testo dell’esordio, ma ora è stravolta, sporca, stonata e stridente, eppure perfettamente centrata nel suo essere estremamente disturbante, di nuovo.
E’ come se tutta la verità raccontata finora fosse deformata e stirata: se avete presente il videoclip di Black Hole Sun – certo che lo avete presente – vi state figurando quel che ho in mente.

Termino l’approfondimento di 404DEI (Errore degli Dei) conscia che non mi sarei potuta aspettare nient’altro, pur essendo contemporaneamente scossa da quel che ho ascoltato. Il titolo del disco mi aveva annunciato tutto: un gruppo che suona, divinamente, lo sa fare talmente bene che sa prendere la musica, portarla rispettosamente al servizio delle proprie necessità emotive, ne distorce e ne plasma le linee talvolta (mentre gioca a sbagliarla) ed è consapevole, talaltra.

Eppure quel che ho ascoltato era oltre ogni possibile pregressa immaginazione.

Un’esaltazione dell’Errore come di quel qualcosa che rende tutto molto più interessante, e decisamente diverso. Pur sapendo che, nonostante celebrino l’imperfetto, i Little Pieces of Marmelade – anche stavolta – non hanno sbagliato di una virgola.

Tracklist

01. Poppy Intro
02. Daniel J
03. Dimentica
04. La Band
05. JFR
06. Vertigo
07. Mtv
08. Nello Spazio Respiriamo
09. 404Dei Errore degli Dei
10. Funeral
11. Amigo Mix
12. Kurtd
13 . Vecchi Jeans
14. Poppy Outro

Astralmusic Foto Francesco Torresi