Le contiamo sulla punta delle dita: 5 domande ai nostri artisti, il tempo di batter 5 et voilà, in 5 minuti le risposte.
L’ospite del Batti 5 di oggi è Stona, cantautore piemontese, uscito nel maggio 2025 con l’album Ci faremo bastare i ricordi (Pirames), prodotto da Lorenzo Morra.
La nuova uscita del 23 gennaio è Altaluna (single edit), brano contenuto nell’album, presentato in una versione riarrangiata con un quartetto d’archi formato da Stefano Beltrami (violoncello), Gioele Pierro (violino), Luca Madeddu (violino) e Lara Albesano (viola).
L’arrangiamento per archi veste Altaluna di nuove sfumature e apre il brano a una dimensione sonora più ampia e raffinata.
L’artwork della cover del brano è firmato da Spencer Robens, artista grafico tedesco noto per le sue collaborazioni con grandi nomi della musica, tra cui Led Zeppelin e Deep Purple.
Con piacere lo abbiamo incontrato, per farci raccontare il nuovo volto di Altaluna.

Questa nuova versione del brano è arricchita da un quartetto d’archi e dal pianoforte suonato in presa diretta. Trovo l’effetto degli archi accogliente, come se abbracciassero e allo stesso tempo sostenessero il testo della canzone. Cosa ti ha spinto a rileggere Altaluna in una chiave così intima e orchestrale?
Il calore degli archi e questa sorta di “drammaticità ” sono a mio avviso, l’aspetto fondamentale che cercavo nel brano dal punto di vista musicale; questa nuova versione abbraccia idealmente le parole e le trasporta verso chi ascolta in maniera ancora più diretta.
Affidare una canzone così personale a un quartetto d’archi richiede fiducia: come hai capito che erano le persone giuste per accompagnare il brano?
Quando abbiamo deciso di partire con il progetto “archi” ho lasciato il comando a Lorenzo Morra , che ha prodotto tutto l’album, ha scritto intanto l’arrangiamento completo del brano e le parti quindi per gli archi, trovando poi degli ottimi musicisti di Torino che hanno eseguito alla grande.

La luna ci permette di orientarci anche con poca luce e ci fa convivere con l’ombra. È la protagonista del brano: non promette soluzioni, ma indica una direzione. Oggi, come artista e come uomo, che rapporto hai con l’idea di “non sapere esattamente dove si va”?
Credo sia il bello della vita oltre che della musica: questa instabilità emotiva e direzionale è il sale che ci mantiene vivi e sempre con uno scopo da perseguire; ho sempre amato l’idea del “perdersi” a che banalmente durante una vacanza, è proprio lì Che magari proverai l’esperienza più bella della tua vita.
Nel testo parli di perdonarsi e di trovare equilibrio anche nel caos: è qualcosa che hai maturato nel tempo o un traguardo legato al tuo ultimo album, Ci faremo bastare i ricordi?
È sicuramente un traguardo riuscire a fermarsi e capire che non puoi avere sempre tutto sotto controllo, la bellezza della nostra umanità è anche quello, accettare la caduta e viverla non come un fallimento ma come un bagaglio acquisito per ripartire.

Spencer Robens ha lavorato con artisti che hanno segnato la storia della musica rock (Led Zeppelin e Deep Purple): che tipo di energia pensi abbia portato nell’artwork di Altaluna e come si lega al brano?
Ho amato fon dall’inizio il lavoro di Spencer e credo di essere davvero fortunato ad averlo a bordo del team sul lavoro del disco; lui ha davvero lavorato con i più grandi e la sua visione analogica/ vintage mi ha subito conquistato e ho capito che era perfetta per il progetto dell’album.
Foto Samuele Valli


