Quando un disco ha una grande importanza trovo giusto festeggiarne un anniversario.
E se l’opera in questione non solo ha raggiunto tre decadi, ma ha persino fatto la storia della musica, allora è sacrosanto onorarla. Non ho utilizzato questo verbo a caso: “onorate il vile”, recita uno dei versi più rappresentativi dell’album per il quale siamo in fibrillazione in questi giorni: Il Vile.
Autori di questo fondamentale pilastro del rock nostrano sono il gruppo noise cuneese Marlene Kuntz che, con i loro undici dischi in studio all’attivo (più svariati dischi live ed EP), sono da sempre contraddistinti da un’incredibile potenza sonora espressa al massimo culmine nei live: ne abbiamo avuto un’ulteriore prova durante l’ultimo tour celebrativo dell’album “Catartica”, dove il quintetto ha dimostrato di essere ancora in perfetta forma.
I Marlene Kuntz pubblicarono per la prima volta Il Vile nell’aprile del 1996, scuotendo orecchie, cuori e nervi di chi quel rock sporco, ma fatto da Dio, lo assorbiva fino alle viscere.
E il 6 marzo del 2026 – data di uscita della sua riedizione, il cui titolo completo diventa “Il Vile Illustrato” – premere play per riascoltarlo da un vinile colorato e confezionato con cura, come tra poco vi racconteremo, non suona affatto come un’operazione nostalgia, ma come un vero e proprio tributo molto ben studiato.

Un’opera importante, per cui Cristiano Godano e compagni di band hanno pensato a un’omaggio speciale: le illustrazioni di copertina e la realizzazione di un booklet/fumetto con 11 tavole – una per ciascun brano – sono state affidate alle delicate e inconfondibili chine e al pennello di Alessandro Baronciani.
L’illustratore non è nuovo a questo tipo di collaborazioni musicali: ricordiamo, ad esempio, i suoi omaggi grafici per i Baustelle, i Tre Allegri Ragazzi Morti e Lucio Dalla, i concerti disegnati e un’opera illustrata in collaborazione con Colapesce, e molto altro. E non è un caso che tutti questi sodalizi avvengano in ambito musicale, dal momento che – oltre a essere un fumettista molto seguito – Baronciani è attivo anche come musicista (proviene nientemeno che da quella fervente scena pesarese che sicuramente conoscete e che vede, tra gli altri I Camillas, i Soviet Soviet e Maria Antonietta) nella band hardcore punk Altro.
All’interno di ogni copia de “Il Vile Illustrato” – pubblicato in edizione limitata e, ad oggi, già sold out – troviamo anche tre cartoline (scelte randomicamente tra sei illustrazioni totali) che rappresentano, ciascuna, una vignetta del fumetto. E, come se non bastasse, tutte le copie sono numerate e firmate a mano dall’illustratore.

Raccontarvi che cos’è e come suona Il Vile mi sembra alquanto ridondante, come se dovesse già obbligatoriamente risuonare nei timpani e nelle case di tutti voi che state leggendo. Se per caso invece vi è sfuggita questa pietra miliare dell’alt rock nostrano, avete una seconda possibilità per lasciarlo entrare nelle vostre vite e non lasciarlo uscire mai.
In questo album ringhiosissimo (così lo descrive lo stesso Cristiano) troverete chitarre distorte e dissonanti, la voce sdoppiata e graffiante di Godano, suoni stridenti giustapposti a bassi vibranti, realizzati da una band di amici che con quel noise “alla Sonic Youth” – ma in un’estetica post punk – si sono nutriti e sono cresciuti.
Classici sempre presenti ai concerti come Ape Regina, dolcissime ballate distorte e rivisitate in diversi arrangiamenti come Ti Giro intorno, poesie rockeggianti ed evocative come L’esangue Deborah o Come stavamo Ieri, energici inni di rabbia ed espressione di un disagio come la title track Il Vile: ecco uno stringatissimo sunto di questa piccola perla che certamente occupa la colonnina dei dischi di ogni amante di quello splendido filone di musica nato nelle sale prova di tutta Italia negli anni Novanta.
Baronciani, come in ogni suo lavoro, ha saputo cogliere in maniera molto personale, rispettosa e originale, l’essenza di ogni brano: con le sue linee grafiche sinuose e semplicissime, perfette per raccontare storie reali e oniriche, ha illustrato la propria interpretazione della cover e di ciascun pezzo de Il Vile: dall’intro, descrizione della nascita tangibile e di una curiosità cromatica del disco, si passa a Retrattile e L’Agguato con i tristi epiloghi dei protagonisti, alla dolcissima narrazione di Come stavamo ieri?. E la palette di colori perfettamente studiata e calzante con le storie aggiunge preziosità a ciascuna pagina del booklet.

Ma non è tutto: ad accompagnare e celebrare ulteriormente questa importantissima riedizione in vinile ci sarà anche un tour, partito da Livorno, che toccherà tutta Italia con ben undici date e darà la possibilità, a chi ancora non ha avuto il piacere di assistere a un loro live, di sperimentare la vera e potente essenza dei Marlene, per nulla affievolita rispetto agli esordi.
Ascoltare Il Vile oggi non sa di già sentito, neppure se lo sai a memoria.
Come spesso faccio per ogni celebrazione o anniversario di un’opera musicale, mi domando anche qui: alla luce di tutto questo, c’era davvero bisogno di onorare Il Vile, trent’anni dopo, dunque?
Sì, e questa volta di dubbi non ce n’erano.
Tracklist:
01. 3 di 3
02. Retrattile
03. L’agguato
04. Cenere
05. Come stavamo ieri
06. Overflash
07. Ape Regina
08. L’esangue Deborah
09. Ti giro intorno
10. E non cessa di girare la mia testa in mezzo al mare
11. Il vile



