Batti 5 – 5 domande in 5 Minuti: Flam Boy

“L’oro dai loro corpi” illumina un istante: è una canzone che sceglie la via della semplicità per parlare di gratitudine per l’esistenza.

Questo nuovo singolo di Flam Boy è un invito a fermarsi, respirare e riconoscere la bellezza del presente: ogni alba, ogni tramonto, ogni attimo condiviso.

Tra immagini cosmiche e un andamento musicale quasi meditativo, il cantautore racconta la meraviglia di essere qui, adesso, nel posto giusto. La melodia si muove come un mantra, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio tra corpo e spirito.

Un percorso che continuerà il 10 aprile con l’uscita del nuovo disco “Sacro fuoco“.

In questo nuovo Batti 5, Flam Boy racconta la dimensione spirituale che attraversa il brano, il ruolo della meditazione nella sua quotidianità e la sfida di tradurre concetti esistenziali in una forma pop capace di arrivare con naturalezza a chi ascolta.

Il brano, L’oro dai loro corpi, richiama l’idea di una trasformazione. Nella visione spirituale della trasmutazione alchemica, l’oro è lo stato di coscienza elevata. Sintonizzarsi con la gratitudine è un po‘ raffinare se stessi, promuovere i propri aspetti luminosi.
In un tempo in cui spesso la felicità viene delegata all’esterno, quanto pensi sia rivoluzionario – e forse controcorrente – affermare che possiamo essere artefici della nostra luce?

In un momento storico in cui il nostro benessere, sembra sempre apparire qualche passo più in là, L’oro dai loro corpi sicuramente si manifesta come un atto rivoluzionario, in quanto invito a ricontattare il presente e a evocare uno dei motivi più semplici, ma anche più speciali, per cui essere grati: il dono della vita, in questa esperienza umana su questo pianeta.

C’è un rituale personale che ti aiuta a sentire gratitudine ogni giorno?

Certamente sì, penso che la memoria dello spirito vada rinfrescata nel quotidiano.
È come uno specchio: per riuscire a rifletterci in esso è necessario dargli una spolverata, ricordandosi che la polvere si accumula un po’ tutti i giorni e può rendere il nostro riflesso meno nitido.
La pratica meditativa e la preghiera, una volta diventate un’abitudine, nel senso buono del termine, diventano un momento piacevole da dedicarci nella nostra quotidianità. I loro effetti sono chiaramente tangibili: possiamo ritrovare modalità più pacifiche di stare al mondo, sentirci più lucidi e onesti, e connetterci a quella parte di noi che è, per sua natura, consapevolezza, gioia, gratitudine e molto altro.
Inoltre esistono tradizioni spirituali millenarie che, attraverso la manifestazione di grandi maestri e santi, testimoniano la loro validità.
In questo momento mi trovo in cammino sulla via cristica.

Ci sono strumenti o suoni che consideri fondamentali per la vibrazione “calda e quasi tattile” del brano?

Questo brano nasce da voce e chitarra: è stato scritto in acustico, quindi penso che la guida principale all’esperienza di questa canzone sia la voce. Fondamentali, però, nel rendere il mood magico sono sicuramente le tastiere e i vari suoni elettronici che sostengono il flusso di coscienza.

Qual è la parte più difficile di tradurre concetti esistenziali in musica pop?

Forse l’impresa più interessante è riuscire a creare melodie così piacevoli da ascoltare, che il messaggio venga assorbito in maniera naturale, quasi senza accorgersene. È come un amico che ti vuole bene, ma che ha modalità così semplici e armoniche da passare quasi inosservato. La musica è l’oro della pillola, per rimanere in tema.
Mi sento anche di ricordare che abbiamo una mente profondamente plastica e sensibile alla musica e alle parole. In questo mi sento responsabile e grato di aver intrapreso la via del pop mistico ormai diversi anni fa. Sono grato di poter condividere messaggi che possono influenzare chi ascolta in modo positivo.

Nel brano il cantato ha un andamento quasi meditativo, che ricorda una certa tradizione italiana capace di coniugare pop e tensione spirituale, come quella di Franco Battiato.
Quando la musica si fa veicolo di ricerca spirituale, il rischio è che diventi didascalica. Nel tuo brano, invece, c’è una leggerezza che accompagna senza imporre. Come si costruisce questo equilibrio tra profondità e semplicità?

Nel caso specifico de L’oro dai loro corpi, quello che è stato più funzionale alla condivisione del messaggio penso sia stato il fatto di aver raccontato la storia di due o più personaggi che fanno questo viaggio insieme: volano oltre il mare e sopra le montagne per riscoprire un tesoro, che contiene i bei momenti passati insieme, tutte le albe e i tramonti.
Questo penso che abbia reso la canzone una sorta di favola nella quale immergersi per riuscire a vibrare con i personaggi.