“Al Luna Park del capitale” – Gaetano Nicosia

Gaetano Nicosia, punkautore siciliano classe 1969, arriva al suo quarto album con “Al Luna Park del capitale”, in uscita in digitale il 15 ottobre e fisica il 20 ottobre per l’etichetta indipendente SBAM DISCHI.

Dopo “Senza Storia“ (2020)”, “Sparare a vista” (2022) e “Io sono chiunque” (2024), Nicosia prosegue un percorso musicale che mette al centro la critica al capitalismo e ai suoi meccanismi di dominio.

Il disco, composto da tredici brani e un discorso, è suonato in trio dallo stesso Nicosia (chitarra, voce e basso), insieme a Flavio Ferri (basso, synth e tastiere) e Simone Filippi alla batteria. Le sonorità punk si intrecciano con atmosfere prog e psichedeliche, accompagnando testi abrasivi, grotteschi e sarcastici.

Dal 2021 Nicosia si avvale della produzione e della collaborazione artistica di Flavio Ferri e, nel corso dei suoi lavori, ha collaborato con musicisti come Luigi Schiavone, Olden, Ullrich Sandner e Alex Carmona, oltre ai vari artisti del Collettivo SBAM.

Nel 2026 ha partecipato con tre brani e un testo a “Il Segreto di Penelope”, disco del Collettivo SBAM (qui la nostra recensione), entrato nella cinquina del Premio Tenco nella categoria dischi a progetto.

“Al Luna Park del capitale”, è un progetto straordinariamente complesso che alla graffiante voce della denuncia riesce ad unire la delicatezza poetica di fiori cresciuti nonostante l’asfalto, di vite dilaniate dal tardo capitalismo.

Nella complessità sociologica della situazione italiana, non c’è spazio per sfrenato ottimismo neoliberista né tantomeno per un abbandono cieco. Piuttosto, ciò che l’album sembra proporre, è una resistenza lucida e mai illusoria, che riconosce la complessa stratificazione di eventi originari della crisi italiana ma non soccombe.

Nella prima traccia, che porta il nome del disco, si parte con la descrizione dell’effetto della crisi. Società sempre più vuote, attaccate solo a un’idea di vita estetizzata, dove contrapposte alla superficialità apparente, si nascondono profonde disuguaglianze sociali. Per conformarsi a standard di vita sostenibili solo dalle persone ricche, ci si ritrova a fare i salti mortali, vendere se stessi, consegnarsi a un mondo che non accoglie ma che vede versare il sangue di chi tenta disperatamente di arrivare al successo.
Illusorio è credere di poter entrare nel luna Park del capitale dove “è normale solo l’eccesso/del superuomo che si gode il successo”: infimi infatti sono i meccanismi che ti permettono di assaggiare ciò che una macchina pronta a sfruttarti non ti darà mai.

Cubature, porta avanti questo discorso sugli effetti, concentrandosi qui su una politica che, per deresponsabilizzarsi dai propri fallimenti, cerca capri espiatori. Questo atteggiamento trova riscontro poi in quella parte della popolazione che fa propri atteggiamenti populisti e di reciproco sospetto. Politiche volte all’apparenza a una protezione dell’interesse del cittadino, ma in pratica a distrarre dai veri problemi coloro per cui “la proprietà non è più un furto”, come diceva un film.
Oltre che furto, invece, è strumento del capitalismo, che crea bisogni non necessari e confini inventati che per il profitto portano a conseguenze disastrose: sia la gentrificazione di un parco, sia una corsa all’oro indotta che sarà pagata con il sangue (“Passa prima in banca / per avere il tuo mattone”).
Logiche da “ancora non c’è niente / ma il futuro è già presente” (Drin Dron N’drang), in cui “ogni bambino ha un numerino”. Infatti, si stanno mettendo in atto politiche sempre più visibili volte a speculare anche sull’infanzia: gli spazi pubblici, da cui i bambini sembrano sempre più ostracizzati, diventano da loro accessibili solo se alimentano “il luna park”.

In Gli origami di Sindona viene riportata una storia che va dal particolare al generale. Narra l’esperienza di un singolo per sviscerare complesse dinamiche eversive, indirizzate allo smantellamento dello Stato precostituito per interessi economici volti a una privatizzazione sempre più massiccia (“Gli origami di Sindona non sono mai una cosa buona“).

Se “Io lavoro / ma non mi bastano i soldi” (Io lavoro), è perché gli stipendi sono fermi da decenni a fronte di un costo della vita aumentato vertiginosamente. Forme mutanti “rattristano grigie / di lacrime esauste / intrisa la vita” (Nuvole), ma non si tratta di un lasciarsi sopraffare: è piuttosto la consapevolezza di un momento non infinito (per quanto continui a ripresentarsi).

Rimanendo sul tema degli effetti, anche Vita da killer ci propone uno dei tanti attori servi della situazione politica attuale: il poliziotto a cui “hanno dato la divisa / la pistola e il manganello” per massacrare i capri espiatori del nostro governo, vale a dire persone immigrate o in difficoltà.

Su questa linea si continua con Un carro armato a Bari, dove alla benzina che “costa come un reattore nucleare / la Russia il medio Oriente i dazi americani” si risponde con una propaganda conservatrice, intrisa di becero e vuoto populismo. Anche se “Ci siamo persi sai/nei meandri dei nostri sogni” (Ci siamo persi) e “L’amore è diventato l’ultima cosa” (Mai muoversi), non vuol dire che gli effetti siano permanenti e che portino a un clima di arrendevolezza: indica piuttosto che ci può essere spazio per qualsiasi forma di resistenza, sia passiva che organizzata.

“Non speriamo, né disperiamo” (Uscita di emergenza) e continuiamo a coltivare sogni “in questa terra di bovini / per non scivolare” (Ho coltivato sogni), senza però scadere nella retorica spicciola e semplificata, ma rimanendo nella realtà pratica: quella che “mastica terra / non commi ed orpelli”.

Penso che questo album abbia compiuto il difficile lavoro di cucire insieme tanti pezzi come attori su un palco — prenderli, analizzarli e ricondurli, tra poesia resistente e pratica rivoluzionaria, a un discorso razionale e di incrollabile volontà — e mi sento di consigliarlo con tutto l’apprezzamento possibile.

Tracklist:

01 Gli origami di Sindona
02 Io Lavoro
03 Nuvole
04 Vita da Killer
05 Un carro armato a Bari
06 Mai muoversi (Piero Ciampi)
07 Ci siamo persi
08 Drin Dron ‘Ndrangh
09 Ogni bambino ha un numerino
10 Ho coltivato sogni
11 Summum ius