Mercoledì 17 giugno il Volvo Studio Milano ha registrato il tutto esaurito per una delle tappe più intense de La Milanesiana. Un successo che certifica, ancora una volta, l’eccezionale lavoro di Elisabetta Sgarbi; la mia per lei è una stima profonda, per la capacità di unire mondi apparentemente distanti.
Prima del concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti, la serata ha preso vita con un ospite d’eccezione: il regista di culto Abel Ferrara. Introdotto da Pierluigi Di Pasquale, Ferrara era presente sul palco per dialogare con il critico Giulio Sangiorgio partendo dal suo libro di memorie Scene (La nave di Teseo). Il cineasta ha regalato al pubblico una riflessione potente sul suo legame con Pier Paolo Pasolini, confessando di essersi innamorato della sua figura di artista totale, politico e poeta ben prima di vederne i film: un’infatuazione che lo ha poi spinto, inevitabilmente, a dedicargli un’opera cinematografica.
Un filo conduttore invisibile lega quel prologo cinematografico al set musicale della serata. Lo stesso Pier Paolo Pasolini è stato infatti il protagonista di Pasolini, una delle graphic novel più importanti e celebrate del fumetto italiano, scritta e disegnata da Davide Toffolo. Ed è proprio Toffolo a fare da ponte perfetto tra i due mondi: lo stimato illustratore è infatti anche il frontman e cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Con oltre trent’anni di carriera alle spalle e 13 album in studio — a partire dalla fondazione nel 1994 fino ad arrivare a “Garage Pordenone”, il disco del 2024 che ne ha celebrato il trentennale —, la band rappresenta una realtà centrale nel nostro panorama, capace di sintetizzare come nessun altro rock e fumetto e di diventare un punto di riferimento per l’intera scena indipendente italiana.
Il gruppo friulano sale sul palco con indosso le iconiche maschere da teschio, disegnate e create da Davide Toffolo. L’apertura è affidata a La ballata delle ossa, per passare all’intensa Bengala, contenuto nell’album Inumani del 2016. La delicatezza lascia poi spazio al reggae di Puoi dirlo a tutti.
Alle spalle del gruppo (Davide Toffolo, Enrico Molteni, Luca Masseroni e Andrea Maglia) scorrono i disegni e le tavole a fumetti di “El Tofo”. La faccia della luna è immancabile nelle scalette dei TARM, a cui segue Il principe in bicicletta.

C’è qualcosa di profondamente magico, immersivo e divertente nel partecipare a un concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti: è come attraversare uno specchio e trovarsi in un mondo dove reale e fantastico ballano insieme. Il palco si trasforma, la musica diventa disegno e ogni canzone prende la forma di una splendida tavola di fumetti. È un universo popolato da outsider, romantici e personaggi strambi che parlano direttamente a noi, creando un contrasto magnetico e quasi surreale in un ambiente così curato, dove l’energia del live ha trovato una nuova, raffinatissima casa per una notte.
Il mondo prima di te esplode con il suo testo liberatorio e con la sua forza rock primitiva che, a squarciagola, celebra il miracolo di un nuovo inizio, la forza di lasciare andare i vecchi fantasmi e di ricominciare a respirare a pieni polmoni.
Presente anche nell’atmosfera un po’ patinata del Volvo Studio, non è mancato il classico “vaffanculo” del pubblico, un rito a cui i TARM ci hanno abituato negli anni in risposta al saluto che chiude il concerto. In realtà, in questa occasione non è la chiusura: Toffolo racconta che Elisabetta Sgarbi si è inventata questa cosa bellissima di mettere in contatto vampiri vari che stanno in giro per l’etere e, questa sera sul palco, il “vampiro capo”, quello che ci ha vampirizzato tutti, è Abel Ferrara!

Sale così sul palco questo ospite d‘eccezione, il leggendario regista americano. È stata una collaborazione speciale e del tutto inedita, nata proprio per incrociare il mondo del cinema e quello del rock indie: il regista — da sempre legatissimo alla musica e noto per le sue atmosfere underground e noir — ha imbracciato una chitarra celeste, accompagnando la band in una performance davvero unica. Insieme hanno eseguito la cover di Pet Sematary dei Ramones (un piacere immenso godermela con la mia T-shirt del CBGB addosso! A proposito, se volete scoprire la storia di questo tempio del rock, potete leggere QUI il mio articolo).
Abel ci ha tenuto a ricordare che la canzone è stata scritta da Dee Dee Ramone, un grande poeta e suo caro amico, il bassista della storica band newyorkese scomparso proprio a giugno di ventiquattro anni fa.
Ferrara prosegue poi con una canzone non presentata, accompagnandoci nelle atmosfere di una San Francisco di metà anni ’50 attraverso una declamazione legata alla Beat Generation.
Sulla coda musicale di questo accompagnamento si inserisce in maniera del tutto naturale il dub di Mina; Abel rimane sul palco per arricchire il brano con i cori.

Da Signorina Primavolta (2002) parte uno dei grandi classici dei Tre Allegri: Mai come voi, un vero e proprio manifesto post-punk dell’anticonformismo. Stiamo ormai arrivando alla fine de “l’incredibile spettacolo de la vida y de la muerte”: la chiusura è tutta per la folk La tatuata bella, con il suo incedere da canzone popolare.
L’unico dispiacere è stato non aver sentito la tiratissima cover degli Art Brut, Mio fratellino ha scoperto il rock’n’roll.
Tra filastrocche punk, rock, ballate acustiche e ritmi reggae, i loro brani ci hanno accompagnato così, attraverso i capitoli di una storia unica lunga più di trent’anni, trasformando anche l’ambiente più formale in un salotto di pura magia condivisa e lasciandoci addosso la sensazione bellissima di essere parte di una grande, bizzarra famiglia.
Per chi non ha potuto essere presente, qui la visione della serata
01. La ballata delle ossa
02. Bengala
03. Puoi dirlo a tutti
04. La faccia della luna
05. Il principe in bicicletta
06. Occhi bassi
07. Il mondo prima di te
08. Pet Sematary (Cover Ramones)
09. Brano Abel Ferrara
10. Poesia Abel Ferrara
11. Mina
12. Mai come voi
13. La tatuata bella


