Articolo a cura di Tiziano Farinacci
È fuori dal 26 Giugno 2026, il primo Ep di Krizia Celano, “The Deads” (in licenza esclusiva per Giungla Dischi).
“The Deads” ha un’estetica sonora minimalista legata a una scrittura narrativa per immagini e non si avvale di inutili virtuosismi sonori, non ne ha bisogno, Krizia viene da altrove ed è l’opposto della parola “prepotenza”, tanto di moda in questi ultimi decenni, rivelandosi con naturalezza e malinconica sobrietà, con una voce fragile che narra per fotogrammi vissuti di incomunicabilità, di tensioni emotive e di staticità che a volte, seppur dimenandoci freneticamente, possiamo avere la sensazione di perseguire.

È un’ode alla solitudine generata dai muri che parrebbero alzarsi nei rapporti umani, muri impermeabili, isolanti, respingenti.
E li, un po’ come nel vecchio spot sull’HIV dello scorso secolo, siamo il fumetto in bianco e nero di noi stessi e la sofferenza ci coibenta da ogni impulso “altro”.
Krizia è una cantautrice romana classe 1999 con simpatie per Adrianne Lenker e Ben Howard, cresciuta a Nirvana ed Elliott Smith… quest’ultimo, personalmente, assolutamente intercettatile nell’approccio, nella sofferta ed elegante narrazione, nella necessità artistica di “denunciare” quel velo di malessere che ognuno di noi potrebbe vivere nell’arco dell’esistenza, ma che le anime sensibili vivono un pò di più.
Ma Krizia, in lingua inglese, per scelta referenziale e meno nuda al cospetto dell’ascoltatore, trova con i suoi brani, lo strumento con cui praticare un foro all’interno di quel muro permettendogli di scorgere il paesaggio aldilà… perché quando la musica nasce dal bisogno di esprimersi diventa Arte e terapia.
Lodevole quanto fisiologico il riferimento del titolo “The Deads” dell’Ep a “I Morti” di James Joyce a chiusura di “Dubliners” o “Gente di Dublino” (che dir si voglia).

Un plauso (anche) alla scelta della cover, opera di Karin Andersen, in grado di trasmettere con un singolo fotogramma l’atmosfera che i 5 brani trasudano, mostrando entità ibride in riflessione ed attesa all’interno di un frammento di vita in viaggio.
Nell’odierno marasma di nuove uscite, restando in tema di singole immagini ma andando a scartabellare nel Romanticismo artistico francese, all’ascolto di “The Deads”, mi viene in mente il dipinto Le Radeau de la Méduse di Thèodore Gèricault , in cui la voce di Krizia e la sua noncuranza delle apparenze non è raffigurata dai poveri naufraghi intenti a sopravvivere alle correnti marine, ma l’invisibile anelito vitale che permette alla zattera di muoversi ancora. Lasciatevi accarezzare.
Credits:
(P) Krizia
(C) Giungla Dischi
Produzione: Fabio Grande
Mix & Mastering: Filippo Passamonti
Artista principale, compositore, paroliere: Krizia Celano
Sintetizzatori e basso: Fabio Grande
Batterie: Stefano Mancini
Chitarra acustica: Krizia Celano
Tracklist:
01. Mindblowing
02. Cry
03. Ash Over Dawn
04. Shine
05. Sinkin’


