Tra i cantautori della scena musicale italiana di questi ultimi anni, Tosello si distingue come uno dei nomi più interessanti, meno convenzionali e visionari del circuito indie.
Il suo nuovo lavoro discografico, “Nel Disordine Delle Cose”, è uscito in questi giorni e si impone con una forza inattesa che sorprende per ricchezza di idee, suoni e contaminazioni.
Questa stessa complessità è anticipata e rappresentata sul piano visivo: la copertina, un groviglio di linee nere su sfondo neutro, richiamando la condizione umana e l’introspezione, incarna in modo minimalista il concetto su cui si fonda l’album.
Questo nuovo lavoro, dato alle stampe da Materiali Sonori, presenta un cantautorato originale, sospeso tra l’indie e il jazz, l’alt-rock e il pop. Le sue radici affondano nella musica anglosassone degli anni ‘90 e nella canzone d’autore italiana, sia classica che recente. Ed è proprio in quest’ultimo ambito che si possono rintracciare echi di Marco Parente e Paolo Benvegnù. Questa complessità stilistica consente al disco di trovare la sua forza e di imporsi come un ascolto necessario.

Davide Tosello, il nome dietro il progetto Tosello, fa parte dei vulcanici collettivi SBAM e KAI, vere e proprie aggregazioni di talenti che spaziano da progetti più sperimentali, quali ad esempio il progetto S.C.I.O, a lavori più cantautorali tra cui Nicola Lotto, Gaetano Nicosia e lo stesso Tosello. In modi diversi, tutti condividono l’originalità della proposta e l’approccio alla sperimentazione.
Con un solido percorso di due EP e due album alle spalle — frutto di oltre un decennio di attività — il polistrumentista alimenta la sua ispirazione con una dedizione profonda che si traduce in una creatura le cui radici tematiche spaziano dalla natura all’indagine musicale fino alla complessità dell’essere umano.
A dare corpo a questa visione è la produzione di Flavio Ferri, cofondatore dei Delta V e stimato producer, vero alchimista dei suoni. In quest’occasione, Ferri dimostra la sua versatilità cimentandosi anche al piano, alle percussioni, al basso e alla programmazione.

La base sonora di “Nel Disordine delle cose” è come uno spettro cromatico dinamico ricco di sfumature in movimento, in un continuo fluire. Lo sfondo della chitarra acustica funge da tappeto su cui i fiati e la voce ricamano melodie: le parole ci guidano nel cuore pulsante di un’emotività mai gridata.
L’opera si apre con Nella Rivoluzione, brano dall’ inizio rarefatto in cui il cantato fa il suo ingresso dopo averci lasciati sospesi in un’atmosfera eterea, tra il soffio dei fiati e le suggestioni psichedeliche.
Il secondo pezzo è la title track, Nel disordine delle cose il cui inizio è affidato alla chitarra acustica, che richiama il migliore Brit Pop anni ’90. A questo si aggiunge una melodia che si muove sottotraccia, mentre il giro di basso sostiene la struttura con un incedere ritmico e avvolgente.
Si passa poi a Salto nel vuoto, canzone che ha anticipato l’album: un viaggio nell’intimo, che si avvale della partecipazione straordinaria di Edda, la cui voce, viscerale e inconfondibile, ci riporta in un terreno di cruda e dolente umanità.
La nostra esistenza trova voce in una chitarra tagliente e in una tromba jazz che disegnano la mappa di un’emotività sospesa tra l’urgenza e l’improvvisazione.
Arriviamo a La ragazza del mare, brano dalle suggestioni oniriche guidato da una batteria che si muove leggera, tela su cui la voce traccia panorami evocativi.
Il viaggio prosegue con Specchio d’acqua, che si apre con una melodia di piano che invita a tuffarsi, senza esitazione, nell’introspezione.
Con un cambio di ritmo, Volti stanchi irrompe immergendoci in un’ andatura Pop grazie a un ritornello che entra subito in testa. La partecipazione speciale di Mao alla chitarra elettrica aggiunge una dimensione di urgenza all’incedere serrato.
Con Vertigine si torna a una dimensione intima dove l’emozione si fa spazio, lasciandoci in un equilibrio precario e fascinoso.
La penultima traccia, Ci sarà un altro autunno, è un pezzo che affronta il concetto di ciclo e rinnovamento, distillando un messaggio di rinascita e speranza. La voce e la chitarra con l’effetto “tremolo” trasmettono il senso di una sospensione temporale.
In direzione libera porta a termine il viaggio nel disordine che Tosello ha saputo creare: un magma creativo in cui il fluire di suoni e parole porta a una risoluzione eterea e inattesa.
“Nel Disordine Delle Cose” è a tutti gli effetti un disco riuscitissimo e, al contempo, un viaggio e una dichiarazione di intenti sul modo di abitare la complessità su più livelli.
Si tratta infatti di un’opera intima, ricca e poliedrica.
È proprio l’equilibrio tra arrangiamenti raffinati e la voce evocativa dell’artista a trasformare questa visione in una profonda esperienza sonora che consolida il nome di Tosello tra gli artisti più visionari e necessari del panorama contemporaneo.
Tracklist:
01. Nella rivoluzione
02. Nel disordine delle cose
03. Salto nel vuoto feat. Edda
04. La nostra esistenza
05. La ragazza del mare
06. Specchio d’acqua
07. Volti stanchi feat. Mao
08. Vertigine
09. Ci sarà un altro autunno
10. In direzione libera


