“Una Lunghissima Ombra” – Andrea Laszlo De Simone

Articolo a cura di Iacopo Bruno

E’ sicuramente uno degli artisti più stilosi e singolari della scena indie italiana. La sua musica mi dà la sensazione di essere sospeso in un luogo senza tempo né spazio.

Antico e nuovo, vintage e avanguardia si fondono perfettamente in melodie orchestrali da cui traspaiono ricerca ed esperienza. Suoni rassicuranti in cui echeggiano testi malinconici e profondi.

Andrea Laszlo De Simone nasce e cresce a Torino, dove studia e produce la sua musica in completa autonomia, tra le mura di casa o nel suo Ecce Homo Studio. Da sempre autore e produttore di tutte le sue opere, sperimenta diverse modalità di lavoro — dall’elettronica alla musica classica — e, nel tempo, consolida l’esigenza di operare in solitudine, affidandosi a strumentisti ad hoc solo nelle fasi finali di rifinitura.

“Una Lunghissima Ombra”, uscito il 17 ottobre per 42 Records, è il suo progetto più concettuale e personale di tutta la sua carriera. Un poema audiovisivo in cui musica e video coesistono per un vero e proprio viaggio nell’introspezione.

Proprio in questi giorni sono state annunciate nuove date in diverse città d’Italia e in Europa per assistere alle proiezioni speciali dell’opera omonima.

L’idea di Laszlo è quella di evocare emozioni attraverso proiezioni di veri e propri quadri filmici, percepiti come estensione e completamento del suo lavoro.
Si viene subito immersi in una dimensione artistica a 360° in cui non solo l’udito ma anche la vista ci accompagnano in questo viaggio immersivo in cui le riflessioni si fanno immagine, i l’emotività diventa suono, tutto all’insegna della meraviglia.

Debutta nel 2012 con l’album sperimentale “Ecce Homo”. Il vero riconoscimento arriva nel 2017 con “Uomo Donna” (42 Records), considerato uno dei più significativi dischi solisti italiani degli ultimi vent’anni.
Nel 2019 pubblica “Immensità”, un progetto che fonde pop e musica classica e che si accompagna a un mediometraggio dallo stesso titolo. L’opera riscuote grande successo anche all’estero, soprattutto in Francia, dove ottiene ampi consensi da parte della critica internazionale.

È nel  giorno di Capodanno che Laszlo ci regala il primo singolo che anticipa il suo nuovo progetto discografico: Un Momento Migliore.
Veniamo immediatamente messi a nudo, davanti ad un testo intriso di molte emozioni, tutte insieme: malinconia, speranza, resilienza, verità. Perfettamente coerente con il suo stile. Il testo è meravigliosamente emozionante.

Con il secondo singolo accompagnato da un lyric video: La Notte,  si confermano le capacità autoriali di Laszlo. La notte diventa uno spazio di libertà e di amore, in una atmosfera effimera e gioiosa. Fragile ma allo stesso tempo piena di vita, citando l’autore.

Quando è il terzo singolo: una ballata intima dai suoni incalzanti di archi, chitarra, batteria e pianoforte. Anche qui il testo si distingue per la sua profonda introspezione: una serenata che mette a nudo la fragilità dell’uomo di fronte all’errore.
Accompagnato, come sempre, da una componente visiva curata e poetica, il brano conferma Laszlo come uno dei pochi artisti italiani capaci di fondere musica e immagini in un’unica, intensa espressione.

Tutte le 17 tracce del disco riescono a evocare memoria, gioia e anche dolore.
Il disco apre con il brano Il Buio che ci apre le porte ad una dimensione rarefatta, come se ci stesse guidando nel nostro inconscio.
L’ascolto è costellato di momenti di intensa emotività.

Brani come Aspetterò e Colpevole sono l’esempio perfetto di come l’intimità dell’autore emerga non solo attraverso testi cantautoriali poetici e struggenti, ma anche grazie a sonorità che amplificano le emozioni, proiettandole in un’orchestrazione che sembra “respirare” insieme all’ascoltatore, rendendo l’esperienza profondamente partecipativa.

Per te è senza dubbio la dedica più diretta e luminosa dell’intero progetto, una vera dichiarazione d’affetto.
Tra un’evocazione e l’altra, il disco esplora anche sperimentazioni e concettualizzazioni: brani come Diffrazione e Rifrazione, complementari tra loro, mettono in luce l’esperienza dell’autore, che non teme di giocare con suoni e armonie

L’album alterna momenti cupi e gioiosi, con brani collocati con grande cura. Planando sui Raggi del Sole ne è un esempio lampante: mostra come ombra e sogno possano essere attraversati da spiragli di luce, creando un’immagine in cui il solenne convive armoniosamente con il tenero.

Guidati dai suoni dell’orchestra, che dipingono immagini sonore, e dalle proiezioni oniriche che si intrecciano con la musica, l’album scorre fluido traccia dopo traccia.
Tra luci e ombre, ci accompagna in un mondo lisergico e surreale, permeato di ricordi.

“Ho provato a portare alla luce i pensieri intrusivi, quelli che sono costantemente presenti dentro di noi anche quando stiamo pensando ad altro e che finiscono per proiettare lunghe ombre sulla nostra esistenza”.
Ricerca. Poesia. Fragilità. Laszlo è semplicemente eccezionale, nella sua umanità.

Tracklist:
01. Il buio
02. Ricordo tattile
03. Neon
04. La notte
05. Colpevole
06. Quando
07. Aspetterò
08. Per te
09. Un momento migliore
10. Diffrazione
11.  Pienamente
12. Planando sui raggi del sole
13. Spiragli
14. Quello che ero una volta
15. Rifrazione
16. Non è reale
17. Una lunghissima ombra

Foto Guido Gazzilli – Richard Dumas