“Rifiorirai” – AKA5HA

AKA5HA, Rifiorirai: La Rivelazione che ridefinisce il cantautorato elettro-acustico.

È raro imbattersi in lavori musicali maturi, profondamente radicati nel presente e proiettati con chiarezza verso il futuro. In AKA5HA (alias Matteo Castaldini) si avverte subito il genio e la maturità di un artista che emerge e travolge con straordinaria forza espressiva.

AKA5HA (che si pronuncia Akasha) non è un fulmine a ciel sereno, ma la lucida sintesi di un percorso artistico: si sente la sua matura preparazione nel suo approccio alla produzione.

Il musicista e producer bolognese compie qui un salto decisivo: porta l’esperienza maturata come produttore nell’area urban/rap e la sua formazione da pianista, al servizio di un cantautorato elettro-acustico di rara e nitida introspezione.

In tale sintesi, si ascolta soprattutto una direzione possibile futura della musica cantautorale in Italia. Per questo motivo incanta con brani in cui convivono l’intimità dei suoni acustici e un’elettronica sporca, improvvisa, acida.

L’artista stesso descrive così il cuore tematico del progetto: “Rifiorirai racconta una rinascita non consolatoria, in cui l’idea di rifiorire non nega il dolore ma ci cresce dentro. Il disco parte dall’addio, attraversa lutto e spaesamento, sfiora la radicalità fino a decantare in una rarefazione lucida.”

Questo sguardo introspettivo si manifesta pienamente nell’ascolto, dove la sospensione emotiva lascia spazio a improvvise, catartiche rivelazioni. Ed è proprio in questa dinamica che la vera forza di “Rifiorirai” risiede: abbracciare il lutto e lo spaesamento non come stati finali, ma come la matrice per la straordinaria vitalità artistica che travolge l’ascoltatore.

AKA5HA definisce la radice psicologica del progetto in modo viscerale: “È una sensazione precisa: un tremore simile a quando ti si addormenta una gamba o un braccio; o a certe paralisi del sonno — dentro di te senti di avere il controllo, di poterti muovere, ma il corpo non risponde. Credi di dimenarti ma resti immobile. Questo è il nodo che il disco prova a curare.”

Il disco si configura quindi come una sorta di terapia e un manifesto di rara intensità.
I brani disegnano un mosaico complesso e affascinante, la cui luce abbaglia grazie alla capacità del musicista di cogliere le contaminazioni sonore più disparate e di ricrearle con un timbro assolutamente personale.

Tale risultato non è un caso: quando si parla della Tanca Records – sublabel di Trovarobato diretta artisticamente da IOSONOUNCANE che di questo lavoro è anche co-produttore insieme a Castaldini – si comprende come le eccellenze siano la conseguenza naturale di artisti di grande talento e raffinata sensibilità.
A riprova della qualità della scuderia, basti pensare a “Spira”, il capolavoro di Daniela Pes che ha emozionato un vasto pubblico anche all’estero.
E questa medesima attenzione alla visione creativa si riflette perfettamente nel lavoro di AKA5HA: il disco è stato interamente scritto, mixato e masterizzato dall’autore stesso, e la co-produzione si è inserita in questa visione unitaria, estendendosi alla sua dimensione multimediale.

Questa narrazione visiva inizia con l’Art Cover, curata da Alessandro Tucillo e Manuel Grazia. L’immagine raffigura “un albero maestoso che vola in un limbo color cielo, si avvolge in una spirale, per trasformarsi poi da secco a rigoglioso.” Come spiegano gli artisti, “non è l’approdo ciò che conta ma il processo, il movimento. Quello che può liberarci dall’inazione e permetterci di rifiorire”.

L’esperienza sonora e visiva culmina nel cortometraggio intitolato Talea, diretto da Simone Peluso, giovane regista e filmmaker bolognese noto per aver collaborato con artisti internazionali e italiani di successo come Post Malone, Måneskin e Blanco.
Il corto, la cui soundtrack è composta da frammenti estratti dall’album, sfocia nell’ascolto integrale del brano Nell’aria, unendo definitivamente la visione alla musica.

Questa unità tra immagine e suono si riflette nella scrittura stessa di AKA5HA: nel disco troviamo titoli come schegge, testi come frammenti di visioni, evidenziando la natura spezzata e riflessiva della sua scrittura. In questo ambiente la voce è quieta e sofferente in mezzo al mare inquieto e malinconico che caratterizza il disco, articolandosi fluidamente da suoni cristallini degli arpeggi della chitarra acustica a improvvisi colpi di batteria elettronica satura che squarciano la quiete.

È tempo, quindi, di addentrarci nei solchi del disco, traccia per traccia.

Inverno ‘96 apre l’album con la voce nuda subito affiancata da un arpeggio di chitarra acustica. Il brano è un susseguirsi controllato di suoni che crescono, silenzi e rumori che si spalancano in una melodia intensa, ben riassunta da versi come: “Tu guarda il cielo sopra noi, non vorrei stare fermo ad aspettare la noia, mi squarcia il cuore.” Il brano si stabilisce da subito con un carattere intimo e folgorante, lasciando una traccia di maggiore impatto e persistenza emotiva anche al termine dell’ascolto del disco.

La successiva Senza prosegue su questa scia, ma con un contrasto più netto: qui la voce si appoggia saldamente su suoni elettronici e, con eleganza, disegna melodie che contrastano la base, offrendo momenti di intensa chiarezza lirica e confermando come AKA5HA abbia un approccio melodico magnetico.

A seguire incontriamo Nell’aria, un pezzo di rara bellezza che, nell’approccio, richiama il migliore Bon Iver. La purezza e la bellezza dell’idea melodica e del testo permettono al brano di volare alto, nell’aria, sorretto solo da qualche accenno strumentale minimale.

È con D’Infanzia che si introduce l’aspetto claustrofobico e oscuro del disco. Il brano evoca la sensazione di un’infanzia ricordata non per la gioia spensierata, ma per le profonde difficoltà emotive incontrate, stabilendo subito un tono di malinconia matura.

Questo senso di introspezione è racchiuso perfettamente in Ivi: la traccia inizia con chitarra e voce intime, per poi esplodere su tonalità più alte in cui l’artista dimostra di avere un’importante estensione vocale, circondato da suoni di musica concreta che ne amplificano il dramma emotivo.

Passando ad Aia vengono evocate immagini agresti, ma subito le eleva a metafora di libertà: la frase chiave, “la mia casa non è un fiore che puoi recintare”, trasforma l’aia da luogo fisico in un vero e proprio stato mentale di non-confinamento e apertura.

Il brano Magia si apre con un intro che evoca canti tribali, ma viene rapidamente invaso da un ritmo urbano incalzante. È un crescendo costante, uno scalino dopo l’altro, che costringe l’ascoltatore a ballare, fermarsi e ricominciare a ballare, dimostrando la maestria del cantautore nel creare groove.

Subito dopo Room ½ è una traccia che rimanda direttamente a sensazioni di abbandono e nostalgia. Il brano cattura l’essenza di un sentimento intenso quanto breve, trasformando la fugacità in materia per la riflessione.

Ci avviamo verso il finale del disco: Rituale si muove in atmosfere sospese che mischiano la dolcezza del piano con sonorità stridenti. È guidato da una voce in cui compare un vocoder, che si intreccia in un incedere ammaliante, fatto di suoni e melodie sfuggenti eppure ipnotiche.

Rondine è il brano che sigilla l’esperienza d’ascolto. Ancora una volta, la voce naturale e i trattamenti digitali si alternano; l’elettronica sporca e l’acustica convivono, chiudendo il cerchio. È una chiusura che non cerca la risoluzione, ma abbraccia la coesistenza delle contraddizioni come segno di accettazione, lasciandoci sospesi in una bellezza fragile eppure eterna, proprio come il volo di una rondine.

Questo epilogo, intriso di accettazione e di sospensione poetica, eleva l’intero lavoro. “Rifiorirai” si rivela così non solo una proposta musicale innovativa, ma un vero e proprio diario di bordo emotivo in cui ogni frammento e ogni traccia sono stati necessari per la catarsi finale.

La conclusione è dunque inevitabile: siamo di fronte a un disco fondamentale, la cui risonanza si amplifica e si arricchisce ad ogni ascolto. AKA5HA dimostra che la rinascita è un’arte necessaria e indimenticabile.

Tracklist

  1. Inverno ‘96
  2. Senza
  3. Nell’aria
  4. D’infanzia
  5. Aia
  6. Magia
  7. Room ½
  8. Ivi
  9. Rituale
  10. Rondine