“Midnight Concessions” – Throwing Muses

Storie Claustrofobiche

I Throwing Muses sono una band formatasi nel 1981 a Newport (Rhode Island). Inizialmente con due voci femminili, Kristin Hersch e Tanya Donelly (quest’ultima poi si discosterà dal progetto), attualmente con Kristin Hersch, Bernard Georges e il batterista, David Narcizo, la cui particolarità della tecnica da lui usata con il suo strumento è il mancato utilizzo dei piatti, la band suona insieme fino al 1997 e poi riprende dal 2000 in poi.
“Midnight Concessions” è l’ultimo album pubblicato dal gruppo, uscito questo 14 Marzo.
Prodotto da Kristin Hersch presso lo Stable Sound Studio di Stevie Rizzo a Portsmouth e contraddistinto per un massiccio utilizzo della chitarra, a volte con melodie più acustiche altre volte più ritmate, e dalla voce profonda di Kristin Hersch, l’album nella sua struttura costruisce un mondo ben definito.

Si parte dalla canzone Summer of love in cui viene subito messo in evidenza un tema che ritornerà spesso nel corso dell’album, attraverso la frase “Finally life as it should have been”.
È come se l’album si proponesse attraverso le sue canzoni di costruire un piccolo mondo claustrofobico, delineato da una geografia comune, in cui tutti conoscono le case di tutti, “I can see your house, so it’s real” (South Coast).
Allo stesso tempo in questo ambiente condiviso è come se aleggiasse una sensazione comune di vergogna, di presagi di morte, “Never truly ain’t a walk of shame” oppure “this is not your rhythm/not your melody either/it’s so lonely here”.
Immagina vivere in un luogo in cui la conoscenza dell’altro è così profonda dal sentire una differenza nel rumore dei suoi passi, dei suoi respiri. Quando non è qualcosa di scelto, diventa una sensazione ingombrante, quasi spaventosa.
Dopo questi due pezzi iniziali volti a definire l’ambiente e il mood sociale in cui si svolge questa storia, gli altri elementi che vengono portati alla luce dalle restanti canzoni sono volti soprattutto ad arricchire ciò che è stato già esposto.
Il piccolo ambiente, dove il tempo meteorologico è forse una delle notizie che permette di portare avanti conversazioni obbligatorie e forzate, qui viene ripreso molto spesso in vari versi. Non è rappresentato però come qualcosa di astratto e fine a se stesso ma come una potenza salvifica e riparatrice, l’unica forse in grado di irrompere nei meccanismi malati di questa piccola realtà fin troppo filtrata nelle azioni dal giudizio degli altri.

Proprio a causa di questa realtà fin troppo cerebrale e in cui fin troppe cose vengono nascoste sotto il tappeto, può intervenire per mettere in ordine tutto solo l’elemento naturale, unito alle uniche sensazioni non filtrate che vengono esposte in questo album. Sensazioni d’amore: “and the you land/you land so hard/you crack the weather”, “Thank God you rain down/thank God you came around/thank God you’re clouds”.
Se ciò che creiamo con i nostri preconcetti e le nostre paure ci porta a camminare in cerchio “bordering on boredom, a rotary, dial eternity”, deve essere qualcosa al di fuori del nostro potere a svegliarci “This is the south coast/and us a couple of crows/as the crow flies/so do I” .
Riportarci poi a quella dimensione riflessiva, in cui si pensa alla vita e alla sua durata semplicemente per ciò che è, senza che nasca in noi qualche pensiero falsato, nato dalle gabbie che ci creiamo da soli,  che rendono la vita insopportabile e che solo alla fine ci permettono di capire che in realtà andava vissuta  “Life is so damn long/it is?/Yeah, I mean so far/at the end it gets shorter/what the hell/Well, I think I heard that somewhere.”

Questo album mi ha fatto pensare immediatamente al film “Velluto Blu” di David Lynch. Anche lì l’ambiente claustrofobico, in cui le maldicenze fanno da padrone, detta le sue regole e le persone devono solo adattarsi.
Tutto questo finché non appare per caso qualcosa (che sia un orecchio mozzato, che sia un Albatross che canta) che sconvolge tutto e ci costringe ad interrogarci e a mettere in dubbio tutto ciò che abbiamo sempre passivamente accettato.
Che sia per la base musicale estremamente curata e accattivante, che sia per la voce di Kristin Hersch o per i temi che porta alla luce, questo album merita tantissimo.

Tracklist:

01. Summer Of Love
02. South Coast
03. Theremini
04. Libretto
05. Albatross
06. Sally’s Beauty
07. Drugstore Drastic
08. You’re Clouds
09. Moonlight Concessions

Date Tour

04 Giugno 2025  Santeria Toscana Milano

Fire Records