“Singolarità Nuda” – Cosimo Bianciardi & Intima Psico Tensione

La strada di Cosimo Bianciardi nel mondo della musica inizia diversi anni fa.
Esattamente dal 1992 con gli Idra, una band nella quale contribuisce scrivendo già da subito testi propri.
Circa una decina di anni dopo darà vita ai Le Mòn, un gruppo che vede alla produzione Paolo Benvegnù (ci torneremo), e con il quale si toglierà soddisfazioni come le partecipazioni a Sanremo Rock, MEI, Radio 2 Contest e il mitico Arezzo Wave.
Risale però al 2015 la sua ultima e forse più importante incarnazione attraverso i Cosimo Bianciardi & Intima Psico Tensione, un progetto che esplora territori jazz e prog seppur restando coi piedi ben piantati in un rock raffinato e d’autore.
E’ di quest’anno l’uscita di “Singolarità Nuda”, un album anticipato dal singolo Stadi Evolutivi e per il quale è stato girato un bel video a cura di Biancalisa Nannini e interpretato dallo stesso Cosimo Blanciardi insieme al sodale produttore e compagno di avventure Fabrizio Orrigo (già alle tastiere nel bellissimo esordio solista di Benvegnù “Piccoli Fragilissimi Film”, datato 2004).

Sono troppe le bocche e le lacrime / siamo troppi miliardi di cuori che / non si spingono ma si frantumano / Siamo solo residui. Questi pochi versi ben descrivono la proposta dei musicisti toscani.
I pezzi sono immediati, orecchiabili e mai banali e supportati da testi che hanno il loro punto di forza nel descrivere l’essenziale.
L’incipit di “Singolarità Nuda” è lasciato però a Io (Luna di Giove), una canzone notturna che si apre con un bell’arpeggio di chitarra e che ci accompagna fino a quando Cosimo non entra deciso con un testo pieno di metafore.
La parte strumentale è ben curata e tende a lidi prog attraverso una linea dilatata di ampio respiro supportata e condotta dal basso di Luca Cantasano (Diaframma) in prima linea.
Ma questo rock dinamico riesce a stupire ulteriormente attraverso differenti cambi di passo.
Del singolo abbiamo già parlato e possiamo solo aggiungere che conquista per l’immediatezza e la base allegra.

Dopo Stadi Evolutivi ecco Esistenziale (Orizzonte degli Eventi), terzo pezzo in scaletta, cambia coordinate attraverso un linguaggio più poetico che descrive il senso di disagio causato dalla necessità di cercare un contatto e la conseguente difficoltà nel trovarlo.
Come se le cose intorno a me apparissero immense, canta con insistenza la limpida voce di Irene Orrigo. E noi ci immedesimiamo naturalmente nella condizione.

Nella tua Luce rallenta i tempi e ci culla con una chitarra delicata e incessante che poco alla volta viene rivestita da una parte orchestrale perfetta e mai invadente.
Astrolabio è la descrizione di un sogno messa in musica. Pochi accordi di chitarra ripetuti incessantemente si incontrano con piccole intrusioni di piano fino a quando la chitarra portante non unisce le parti e ci riconduce al risveglio.
Per chi scrive questo è il punto più alto del disco poiché si tratta del pezzo nel quale le diverse anime di Bianciardi si amalgamano perfettamente.
Qui la sperimentazione prog si sposa infatti alla perfezione con l’andamento jazzato di una canzone che presenta comunque un preciso andamento rock.

A Gravità Zero è collocata al giro di boa e quindi l’inizio della seconda parte dell’opera. La base ‘spaziale’ supporta il racconto di un mondo nuovo sommerso e il gioco di parole serve a far immaginare un continente dimenticato, quando in verità qui, in senso figurato, si sta parlando di disparità sociale.
La coda finale con l’assolo di chitarra e il basso a supporto è imperdibile.

Encelado è un piccolo divertissement musicale che porta il nome di una luna di Saturno e funge da apertura strumentale per la successiva Orbita Contraria, la quale rappresenta forse la traccia più prog del lotto.
La differenza è data solo dal cantato che qui calmiera le derive e riporta il pezzo a coordinate più rock attraverso un timbro che ricorda molta da vicino le soluzioni stilistiche scelte dal caro Paolo Benvegnù (ricordate l’apertura di questa recensione?).

Asteroidi è il secondo intermezzo e si sviluppa attraverso una breve parte di pianoforte e poco altro.
Nebulosa, a seguire, chiude questo viaggio siderale in maniera perfetta attraverso note dolci e versi che rimandano nuovamente al mondo onirico. Lasciami cadere dentro al mio universo / Lasciami dormire. Questo sogno è perfetto.
Ed è così che Cosimo Bianciardi ci prende per mano, ci conduce in un mondo nuovo e ci fa vivere un sogno apparentemente senza fine dal quale fatichiamo a svegliarci.

Tracklist:

01. Io (Luna di Giove)
02. Stadi Evolutivi
03. Esistenziale (l’Orizzonte degli Eventi)
04. Nella Tua Luce
05. Astrolabio
06. A Gravità Zero
07. Orbita Contraria
08. Nebulosa

Hanno suonato nel disco:

Cosimo Bianciardi – voce e chitarra ritmica
Fabrizio Orrigo – tastiere e arrangiamenti
Vincenzo Zingaro – chitarre elettriche
Umberto Bartolini – batteria
Luca Cantasano – basso / stik bass
Irene Orrigo – voce & cori in “Esistenziale (l’orizzonte degli eventi)”