Canto d’amore di resistenza e di speranza – “Stammi accanto” – Cristiano Godano

Cristiano Godano

Se mi chiedete di dare un nome alla prima voce che mi ha connesso davvero con l’universo della musica, questo nome è certamente Cristiano Godano. Sono cresciuta e cambiata, con i suoi Marlene Kuntz, sin da quando anche loro erano ancora “piccoli”.
Ho assistito in qualche modo anch’io alla loro – e alla sua – crescita, ai cambiamenti, alle evoluzioni, per utilizzare un termine scientifico – mondo al quale lo stesso musicista si è avvicinato notevolmente negli ultimi anni: andate a spulciare della sua collaborazione con Telmo Pievani e del bellissimo spettacolo che ne è emerso.
Da quei lontanissimi Anni Novanta tante cose sono successe, ma certamente una cosa non è mai cambiata: Cristiano Godano non ha mai sacrificato il proprio desiderio artistico per seguire dei consensi. Dalle virate di suono con i Marlene, alle collaborazioni – anche mainstream – con artisti appartenenti o meno al suo substrato sonoro, alle molte pagine scritte in libri, articoli, e approfondite riflessioni, fino al desiderio più recente di esprimere pensieri, parole e suoni più in “solitaria”.


Il frontman dei MK pubblicherà tra pochissimi giorni il suo nuovo disco solista, “Stammi Accanto” – il secondo, dopo l’intimissimo “Mi ero Perso il Cuore”, uscito cinque anni or sono.
Oggi ho avuto il piacere e l’onore di partecipare a una chiacchierata via zoom con il musicista, in cui ha raccontato in maniera molto sincera e senza costrutti alcuni retroscena di questo nuovo album in uscita.
C’è stato poco spazio per un discorso introduttivo preparato, sono state le molte e sentitissime domande a guidare l’incontro.
Godano ha raccontato  “Stammi Accanto” attraverso riflessioni che parlano delle canzoni, delle singole “perle della collana”, ma anche attraverso una conversazione aperta che ha spaziato verso argomenti variegati.
Un aspetto importante è la Speranza, definita come “l’unico modo per non rimanere annichiliti”, concetto espresso nel sogno ad occhi aperti di Eppure so, un brano carico di quella speranza comunitaria che, grazie alla coesione con altri esseri umani, ci impedisce di essere tramortiti, schiacciati.
Ma non dimentichiamo che gli esseri umani sono animali complessi, e non possiamo definirci con un concetto o con un unico pensiero: accanto alla forza comunitaria Cristiano ci ha parlato anche di quanto la solitudine sia un aspetto fondamentale della sua personalità, e di quanto stia in realtà molto bene con se stesso; prega però di non confondere il gradimento della solitudine con la misantropia la musoneria.
Non si può rimanere indifferenti all’utilizzo attento e variegato delle parole e alla sua capacità di articolare i concetti in testi complessi, che vanno oltre la banalità, cosa a cui siamo poco abituati.
Un tema predominante del disco, come di tutta la carriera poetica di Godano, è l’amore, di cui l’artista ha dato la propria personale idea:
“L’amore è l’unico mistero della mia attuale dimensione di disincanto pessimistico nei riguardi del senso dell’esistenza. Io ho una sensazione molto razionale che mi impedisce slanci spirituali, ma l’amore è quella frattura che mi impedisce di essere sicuro del mio pessimismo.
C’è qualcosa di misterioso intorno all’amore, lo dico perché recentemente gli algoritmi mi hanno proposto scene della natura che guardavo con molta attenzione e vedevo l’amore tra gli animali, non necessariamente della stessa specie, quindi c’è qualcosa nell’aria di imperscrutabile, di misterioso, che mi restituisce il sapore di una sospensione, di un mistero … non so dirvi cos’è per me l’amore, ma è un sentimento ineludibile e di sicuro necessario.”

C’è stato spazio per un confronto tra “Stammi accanto” e “Mi ero perso il cuore”, il primo disco solista, nati entrambi nel periodo in cui il Covid era un protagonista nelle nostre vite: “Sono due dischi quasi coevi, “Mi ero perso il Cuore” è uscito giusto prima dell’esplosione della pandemia, mentre queste ultime canzoni sono state scritte subito dopo la prima estate, quando è tornato l’autunno e il Covid ha iniziato a ritornare, nel periodo in cui stava per essere scoperto il vaccino, quindi l’umanità stava per trovare la sua speranza personale e c’era il desiderio di uscire da questo incubo.
Le canzoni nascono in quel contesto quindi certamente la cupezza del primo disco è un po’ mitigata. Inoltre, per certi versi, mi piace giustificare il collegamento dei due dischi nel senso dell’evoluzione: in “Stammi Accanto” c’è l’intimità, c’è la vulnerabilità e la riflessività, ma con un’attitudine diversa, perché io cercavo di uscirne in qualche modo e avevo assolutamente bisogno di creare.
Sono stato il classico artista, fra tanti, che ha subito il covid, sono rimasto sospeso nell’inazione, non ho saputo sfruttare il tempo che avevo a disposizione e a un certo punto avevo bisogno di uscirne: queste canzoni sono frutto di questo desiderio, anche se il disco non ha minimamente a che fare con la pandemia, è stato solo un contesto.”

Si è riflettuto sulla poetica del disco, sul mondo lessicale proprio di Cristiano e dei suoi lavori e di come alcune parole, in particolare, siano parole chiave della dialettica dell’album, per esempio “Sogno”, “Poesia” o “Bellezza”:
“Queste parole fanno parte della mia poetica, ma ce ne sono anche altre, e me ne sono accorto a disco ormai uscito: ho deciso di chiamare un pezzo Nel Respiro dell’Aria , dimenticandomi completamente che qualche anno prima avevo scritto Nuotando nell’Aria! Non vorrei che nessuno facesse dei collegamenti maliziosi, questa connessione mi è sfuggita… la proiezione nell’aria delle mie aspirazioni, dei miei tentativi di fuga dalle contingenze mi sembra un leitmotiv, cosi come “sogno”, “poesia” e “bellezza”: li unirei in un vagheggiamento che ha molto a che fare con l’estraniazione, lo sganciarsi dalle contingenze. Personalmente ho sempre detto di me stesso di essere un artista con la testa per aria e fortunatamente con i piedi per terra.”
“Stammi Accanto” è definito come un disco senza tempo e l’intento dell’opera, come ha spiegato l’autore, è la speranza di condividere i tormenti con gli altri, di eliminare il timore di mostrare le nostre vulnerabilità e piuttosto, “cercare insieme un motivo per la ripartenza: c’è chi non capirà questo disco” dice Cristiano “ma io non posso pensare di non portare a termine le mie canzoni così come le immagino e le penso, senza gli artifici e le piacionerie.
E’ un disco senza tempo perché i suoi arrangiamenti prediligono la musica, e tutto suonato, non c’è nessun ammiccamento particolare se non all’aver fatto buona musica, che non vedo l’ora di portare in giro con i Guano Padano, che mi hanno dato la sensazione di riuscire finalmente a coronare questo sogno.”
Continua l’autore parlando dell’evoluzione del suono in quest’ultimo disco: “Il sound è avvolgente, è quello di cui avevo bisogno: prima ho sempre portato in giro i miei pezzi in autonomia, che è molto bello perchè vuol dire che il songwriting sta piedi da solo, ma poi i dischi sono stati suonati con una band, ed eccoci qua”
C’è stato spazio per parlare del contesto geografico nel quale è nato “Stammi Accanto”, ovvero l’Appennino tosco-emiliano – patria di Luca Rossi (Üstmamò), musicista fondamentale per il concepimento del disco – e di quanto questo luogo abbia influenzato il suono.
“Questo suono è l’esito di una mia personale maturazione, che ho potuto condividere con Luca, un musicista di particolare sensibilità e queste canzoni sono il risultato del suonare insieme, del mescolare le nostre sensibilità, del dare valore e far fiorire il songwriting: insieme le abbiamo abbellite.
Con questo disco ho in realtà anticipato un’esperienza che poi ho vissuto coi Marlene, nelle residenze che ci hanno fatto comporre “Karmaclima”: “Stammi Accanto” è stato registrato in quel meraviglioso luogo di montagna ( l’Appennino tosco-emiliano, appunto), dove abita Luca Rossi, ma dove abitano anche Ferretti e Zamboni, da dove provengono CCCP e Üstmamò, e peraltro non è irrilevante far notare che il periodo era particolare: c’era ancora il timore di mescolarsi con gli altri e io in quel contesto, da solo, giravo per questi luoghi, accanto al fiume, e quei luoghi non possono non aver influenzato la nostra attitudine.
Luca li conosce perché lì ci vive, per me era un’esperienza nuova, importante, e si è riversata senza dubbio nel mio modo di suonare.”


Cristiano ha poi analizzato il concetto di dolore (protagonista di Dentro la Ferita, il bellissimo brano del disco cantato insieme a Samuele Bersani), concetto che può avere una doppia valenza di sofferenza ma anche elemento di crescita: “C’è il timore di doversi rassegnare ma anche il desiderio di rendere fruttuosa e formativa l’esperienza del confronto col dolore; la canzone gira attorno al tema dell’ansia e viene raccontato il modo che ho utilizzato per gestire questo confronto.
Nel momento in cui ho scritto la canzone l’operazione ancora non era del tutto riuscita, posso però anche dire che in questo momento il problema fortunatamente non mi riguarda: in quel periodo ho raccontato qualcosa che per forza era in stretta correlazione con il periodo storico che stavamo vivendo: credo che in molti abbiamo sperimentato elementi “ansiogeni” nel periodo nefasto della pandemia, io li ho raccontati a mio modo, condividendo questa esperienza con Samuele Bersani, che a sua volta tempo addietro ha scritto testi importanti girando attorno a certi argomenti.
Io speravo nel suo gradimento (la canzone era già stata pensata, precisamente 4 anni fa), quindi recentemente ho invitato Samuele ad unirsi al brano, e a lui è piaciuto molto.
Penso di poter sottolineare questo “molto” perché non mi pare che Samuele sia uno avvezzo ai featuring, credo che lui faccia cose le solo quando gli piacciono, e questo mi ha molto rallegrato. Considero il suo intervento un bel completamento della mia vocalità: insieme abbiamo affrontato in modo franco e lucido un tema che potrebbe essere rischioso, anche se – penso – gli abbiamo conferito credibilità con la nostra interpretazione.”
Non sono mancati i parallelismi tra brani dell’album e lavori dei Marlene, in particolare
“Cerco il nulla – la preferita del disco dall’autore – che ha molto a che fare con il desiderio di estraniarsi, di scappare via; è stata accostata, per significato, alla marlenica La Fuga, dove il desiderio di andare via, proprio dei poeti, è argomento preponderante.
Curiosamente il discorso ha virato anche verso uno dei temi più discussi dei giorni nostri, l’Intelligenza Artificiale (che ha rilevato alcune parole chiave utilizzate in maniera predominante nei testi dell’artista), argomento a proposito del quale Cristiano di ha detto la sua:
“Per ora ne penso tutto il male possibile, al netto delle potenzialità positive: se internet fosse stata utilizzata dalle “forze del bene della popolazione” avrebbe potuto risolvere i problemi dell’umanità, non tutti ma tanti.. Non ho molta fiducia che venga usata bene, quindi sono abbastanza intimorito. Le parole chiave “vita” e “nulla” – che sono risultate essere tra le più presenti nella poetica di “Stammi Accanto”- sono quasi opposte, c’è un equilibrio tra il desiderio di vivere e la particolare frustrazione che mi può portare ad ammettere di cercare il nulla: è interessante notare questo equilibrio di dialettica.”
Non vediamo l’ora, dunque, dell’uscita dell’album e di ascoltare dal vivo questo nuovo capitolo della carriera di uno degli artisti più importanti per la nostra musica.

Ala Bianca Group