Dove nascono gli amori
Gaia Banfi è una cantautrice, musicista e produttrice nata a Milano nel 1998. Sin da piccola entra in contatto con la musica e i suoi studi successivamente si concentreranno proprio su questo. “La Maccaia” è il suo ultimo disco ed è uscito questo 4 Aprile 2025.
Il nome dell’album trae spunto da una particolare condizione meteorologica che si verifica solo nel Golfo di Genova e che si manifesta attraverso il soffio dello scirocco che crea un substrato nebbioso e si confonde col mare.
Ed è proprio questa nebbia, questa appropriazione di uno spazio ben definito che man mano perde sempre di più il suo confine netto a causa della maccaia, a rendersi metaforicamente immagine rappresentativa di tutto l’album.
Attraverso le sette tracce del disco, Gaia Banfi costruisce un mondo antropologicamente preciso, ricco di unicità e specificità.
Una delle prime tracce, Piazza Centrale, è essenziale per preparare il terreno e farci capire ciò in cui stiamo per addentrarci. Tra suoni elettronici, melodie ripetitive e suoni d’ambiente, sembra quasi come se anche noi fossimo dentro quel luogo così pieno di storie, fantasmi che lo hanno attraversato lasciando tracce, vecchi che camminano, amori che si consumano e sono tanto ossessivi quanto gli sguardi della gente di quel piccolo posto. “Forse dovremmo scappare/amore nel silenzio/che diventa il cielo/e poi i nostri passi/nella Piazza Centrale.”
Credo che questo passo dica davvero molto: c’è tutto. Un amore che sembra quasi dipendere dal posto in cui è nato, la confusione tra ciò che è così chiaro ma si confonde con la nebbia, la voglia comunque di riportarlo a galla attraverso la specificità. Confusione/indecisione, è come se questa voglia di scappare trovasse la sua rappresentazione visiva con la maccaia, la quale nebbia è come se togliesse luce da tutte quelle particolarità, dalla specificità di quel posto, sfociando quasi verso una deriva più cosmopolita.
Eppure quel posto c’è ed è delineato con una cura che renderebbe difficile a chiunque scappare, proprio perché c’è un legame, proprio perché quel legame è un amore viscerale o un insieme di radici.
La costruzione di questo viaggio è ben definita dal momento che lascia il suo spazio alle contraddizioni per esistere, fiorire e trovare un senso, almeno fino all’ultima traccia Seia, in cui l’autrice si concede finalmente un momento per staccare da tutto e il perdono per quello che riesce e non riesce a fare/sopportare.
Una sensibilità così spiccata si trova raramente.
Tracklist
1. Macaia
2. Piazza centrale
3. Il lungoriva di Genova
4. Amar
5. 7
6. Congelati
7. Seia


