Come un film d’autore
La band i cani, progetto di Niccolò Contessa, dopo dieci anni rilascia il suo nuovo album “Post Mortem”.
Il disco è estremamente sfaccettato e complesso e coglierne tutte le sue sfumature richiede impegno, in controtendenza con la moderna fruizione dei contenuti artistici.
La tendenza attuale preponderante è la creazione di prodotti artistici sempre più standardizzati e adatti a una soglia dell’attenzione bassa, per favorire un pubblico sempre più disattento.
Ed è qui che dischi come “Post Mortem” segnano uno squarcio: un lavoro stratificato che richiede attenzione. Non ho percepito personalmente nell’ordine delle varie canzoni una storia in divenire, un qualcosa di scandito che attraverso la narrazione raggiunge il suo climax e poi si risolve, quanto piuttosto quasi un’antitrama.
Un tema predominante, la morte (intesa anche magari come la morte delle aspettative, la morte delle illusioni) e tutte le sensazioni che un argomento così grande porta, sensazioni che possono spaziare dal personale al generale all’esistenziale.
È come se fossero analizzati questi dieci anni di stacco, interpretabili come una morte dai riflettori e tutte le riflessioni che ciò comporta (anni comunque conditi da tanti altri progetti musicali prodotti da Niccolò Contessa).

Dal punto di vista strettamente musicale troviamo delle canzoni a volte molto diverse tra loro, ma volendo trovare un punto in comune possiamo soffermarci su delle melodie ripetitive e cicliche, con dei momenti di tensione quasi liturgici.
Soprattutto nella seconda parte del disco è importante il peso dato a basso e batteria, portatrici di sonorità che si possono avvicinare quasi a dei sottogeneri della goth music.
L’album inizia con la canzone io, in cui percepisco una forte scissione del sé e un forte senso di inadeguatezza, quasi come se nel sé fosse sempre preponderante la parte più distruttiva, inevitabilmente influenzata anche dagli altri, quindi non può trattarsi solo di se stessi. “Chi mi aveva ingannato?/Chi mi ha prostituito?/Chi mi ha prima esaltato e poi mi ha tradito?”
Si continua con Buco nero, in cui viene a mio parere spiegato attraverso la frase “non si complica la vita alla gente con i tuoi problemi immaginari” il senso di inadeguatezza costante presente nelle canzoni, il giudizio verso se stessi.
Magari anche quella è una morte, la morte dell’azione.
E se tutto ciò che serve per una canzone in colpo di tosse sono “dieci anni di noia e autocombustione/un giorno di pioggia in cui torna il sole”, forse tutta la morte apparente che ha circondato quei dieci anni era solo vita artistica che si prendeva davvero i suoi tempi, mentre in davos il mondo va avanti e “Qualcuno prega verso la mecca/qualcuno in after la domenica/qualcuno parte per le maldive/e qualcuno per il donbass/e ognuno (ognuno) ognuno pensa così non va/e ognuno (ognuno) ognuno dice così si fa”.
Costruire un quadro generale intorno ai propri problemi personali, in cui indipendentemente da tutto ciò che fai di buono per te “ti senti sempre colpevole”, ( Colpevole) tra desiderio di adattarsi “fare come fanno tutti” (f.c.f.t.) e “la vergogna e la soggezione” (felice).
La seconda parte dell’album è come se si occupasse di individuare le cause e una risoluzione dolorosa ma vitale, a questo circolo vizioso di odio verso ciò che ci circonda e verso noi stessi.
Le relazioni familiari sono affrontate in madre, con i versi : “mia madre mi abbandona/poi ritorna e mi perdona”; la società in nella parte del mondo in cui sono nato, in cui “vivere è fascista/nascere è reato”.
Troviamo in carbone l’incomunicabilità tanto cara ai film di Antonioni “chissà perché due sconosciuti/continuano a chiamarsi amore” e in generale il fatto che “c’è poco amore nel mondo”.
E alla fine, come avevo già anticipato, il farsi rivoltare, in questo caso da un’onda, guarire con i propri tempi e ricominciare. Perché forse la vita ha senso solo così.
Un film d’autore fatto ad album, forse il più grande della produzione di i cani.05. Jonio 06. Non aver paura delle note nere 07. Figli
Tracklist:
01. io
02. buco nero
03. colpo di tosse
04. davos
05. colpevole
06. f.c.f.t.
07. post mortem
08. felice
09. nella parte del mondo in cui sono nato
10. madre
11. carbone
12. buio


