“Black Lemonade” – Galapaghost

Galapaghost | Black Lemonade

Amarcord

Casey Chandler, musicista statunitense nato e cresciuto a Woodstock e trasferitosi per amore in Italia, più precisamente nelle zone limitrofe di Torino, è un musicista con un percorso alle spalle lungo più di quindici anni.

“Black Lemonade” è il suo nuovo EP a nome del suo alter ego musicale Galapaghost, uscito il 2 maggio 2025; in questo lavoro il tema principale del disco trova un arricchimento man mano che si prosegue con l’ascolto delle canzoni.

Tutti i brani hanno addosso quella sensazione di perdita, di caducità della vita e del tempo che passa, eppure le immagini che fuoriescono da ogni singola traccia sono sempre nuove.
I testi sono accompagnati da melodie che ritornano, in cui la protagonista è la chitarra, che in alcuni punti di Doomscrolling mi ha ricordato anche quella di Elliott Smith, e da altre sonorità di pianoforte o alterate.

Parto dal brano a parer mio più rappresentativo dell’album cioè Hugh.
Se la memoria è preponderante in questo EP, in questo pezzo assume anche un volto, quello di Hugh, padre di un amico di Casey Chandler, venuto a mancare da poco tempo. In questa canzone il tempo assume un’altra sfumatura, perché non si limita a passare, ma anche a farci amare e sentire dentro chi non conoscevamo così bene.
La conoscenza del tempo, l’accettazione del tempo, “just the way it goes sometimes”, i cori che accompagnano “I don’t wanna say goodbye”, tutto incastrato per dare una sensazione aurea e volta a restituire la grandezza anche di chi attraversa accanto a noi un percorso sfiorandoci appena.

Proseguo parlandovi del primo brano che apre l’EP, Pickle Juice in cui la frase “And we’ll live again, my friend” è un atto d’amore verso la persona amica ma anche verso il vivere in generale, se è vivere anche con qualcuno che vuole condividere qualcosa con noi ancora meglio.
Questo aspetto sottolineato anche in Black Lemonade in cui la voglia di rivivere situazioni piacevoli è molto accentuata. Questa traccia rispetto alle altre è più movimentata e presenta anche parti più elettroniche e ritmate, quasi a creare un contrasto rispetto alla voglia tenera e calma – sottolineata dal testo –  di ritornare nelle braccia di chi abbiamo amato.

In Doomscrolling vediamo una luce di speranza con la frase “I guess it turns all summer is finally here to stay” in un album dove le emozioni più sopite e oscure dell’animo umano sono l’argomento centrale.
A quanto pare però anche la neve e il freddo gelido possono lasciare spazio ad altro.
La scelta di accostare questo passaggio con lo scorrere delle stagioni personalmente mi piace e la trovo molto azzeccata, perché mi fa pensare che alla fine il ricordo e l’accettazione arrivano come arriva l’estate, senza un motivo, senza pensarci, ma solo perché prima o poi è naturale che le cose cambino.

Mi piace pensare come queste oscillazioni rappresentino le diverse fasi di un lutto, non sempre lineari, in cui andare avanti può essere un ondeggiare di emozioni, dal dolore più totale, anche alla gioia, quasi strana in quei momenti ed alla nostalgia.

Penso che questo sia un EP che merita molto, da ascoltare più volte.

Tracklist:

01. Pickle Juice
02. Black Lemonade
03. Hugh
04. Doomscrolling
05. Dawn