Julie’s Haircut – 24 gennaio 2026 Glue Alternative Concept Space Firenze

Da anni i Julie’s Haircut occupano un posto unico nella scena underground italiana, progetto artistico emiliano che custodisce una visione estetica dal respiro internazionale, sempre in costante evoluzione. Nel corso della loro trentennale carriera – con dieci album in studio, EP e colonne sonore – hanno costruito architetture soniche mutanti restando sempre fedeli a sé stessi. Imprevedibili maghi del trasformismo, ogni album è un viaggio a sé, una metamorfosi che ingloba nuove acrobazie sonore e sperimentazioni pur mantenendo una indiscussa riconoscibilità.

Fuoriclasse della ricerca sonora, dal vivo trasformano ogni concerto in una cavalcata ipnotica e lisergica: un viaggio caleidoscopico fatto di stratificazioni sonore, distorsioni, momenti ovattati, tensione dinamica e suggestioni visionarie, capaci di avvolgere il pubblico in una dimensione rituale e fuori dal tempo.

Attualmente i Julie’s Haircut sono in tour per presentare il loro nuovo album “Radiance Opposition”, un lavoro che li sta portando sui palchi italiani ma anche oltreconfine, con date previste nel Regno Unito e in Germania. Noi di The Beat li avevamo già ospitati in un’intervista – che potete leggere qui – e non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di vederli nuovamente dal vivo. Così li abbiamo raggiunti al  Glue Alternative Concept Space di Firenze. Il Glue è uno di quei luoghi che sembrano resistere al tempo, mantenendo intatto un affascinante mood anni ’90. Un punto di riferimento per la musica dal vivo e la cultura alternativa, capace di intrecciare concerti, eventi artistici e cineforum, sempre con una proposta musicale attenta e ricercata.

Già dall’ingresso si percepisce un’atmosfera accogliente e autentica, fatta di luci soffuse, chiacchiere che si intrecciano e quell’energia underground tipica dei luoghi in cui la musica è ancora vissuta come esplorazione ed esperienza condivisa. Il banchetto del merchandising, ricco e curato, accoglie il pubblico con vinili, CD e memorabilia che raccontano il percorso artistico della band, diventando subito punto di ritrovo per appassionati e collezionisti. A colpire è anche la varietà anagrafica del pubblico: fan storici, curiosi e giovani ascoltatori, segno tangibile della capacità dei Julie’s Haircut di attraversare ed attrarre generazioni diverse.

Sul palco si presenta una formazione solida e affiatata: Nicola Caleffi (chitarra, basso elettrico, voce), Luca Giovanardi (chitarra, voce), Andrea Rovacchi (tastiere, synth, percussioni),  Andrea Scarfone (basso elettrico, chitarra, synth/strumenti elettronici) e Ulisse Tramalloni (batteria, percussioni). Con “Radiance Opposition” si aggiunge però una novità significativa: l’ingresso della cantante e compositrice italo-nigeriana  Anna Bassy. La sua presenza introduce un nuovo spessore espressivo, portando una componente soul che si intreccia con naturalezza alle filigrane sonore che da sempre caratterizzano il linguaggio musicale dei Julie’s Haircut, ampliandone ulteriormente la versatilità e le possibilità espressive. Sul palco, i membri della band alternano spesso strumenti e ruoli, passando tra chitarre, synth, tastiere e dispositivi elettronici, in un flusso dinamico che conferma l’approccio sperimentale e collaborativo tipico dei Julie’s Haircut.

Il viaggio dal vivo inizia: suoni sintetici e nebbie sonore; l’incipit si palesa con I Can See the Light, traccia d’apertura del nuovo album, i suoni che fluiscono e la voce calda e magnetica di Anna che ripete in modo quasi ossessivo: “Running away through the light” sanciscono il nostro ingresso nel cerimoniale ipnotico. Unit Circle, altro brano del nuovo album, segna la nostra seconda tappa sonora. Stiamo entrando in un vortice: da lì sino alla fine ci saranno quasi due ore tirate di musica, sedici brani, i Julie’s Haircut suoneranno tutti i pezzi del nuovo album ed alcune perle della loro recente discografia. Una performance straordinaria che profuma di jam session in cui si materializza un sabba sonoro fatto di psichedelia espansa, texture sintetiche, poliritmie, trip-hop, echi tribali, vocalità sciamaniche e soul, elettronica glaciale, distorsioni, richiami Krautrock e venature stoner.

A seguire Pharaoh’s Dream, riporta il pubblico alle atmosfere oscure e magnetiche di “In the Silence Electric” (2019). Il brano si sviluppa come un flusso ipnotico, sostenuto da trame ritmiche tribali, pulsanti e da un gioco di stratificazioni che dal vivo acquistano una profondità sacrale.

Con The Earth Knows e Spring Moon l’attenzione torna su “Radiance Opposition”, mettendo in luce il dinamismo creativo raggiunto dalla band. I nuovi brani esplorano poli sonori opposti, alternando atmosfere e registri espressivi differenti all’interno di un mosaico musicale ricco e mutevole, mentre la potente voce di velluto di Anna Bassy si inserisce con naturalezza, arricchendo il tessuto sonoro di sfumature calde e avvolgenti…è un richiamo ad abbandonare il tangibile e a lasciarsi andare.

La band si concede un breve momento di respiro per ringraziare, accompagnata dagli applausi del pubblico, prima di tuffarsi a ritroso nel tempo, nelle atmosfere di “Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin” (2017) con The Fire Sermon. Qui la componente percussiva e la costruzione elettrica progressiva del brano trasformano la sala in uno spazio quasi sciamanico, perfettamente in linea con l’estetica visionaria che da sempre caratterizza i Julie’s Haircut.

In diversi momenti del concerto, alle spalle della band vengono proiettati filmati in bianco e nero e visual che rimandano alle stesse atmosfere rituali e mistiche, intrecciandosi con le sonorità ipnotiche della band, trasformando il palco in un vero e proprio spazio espanso visivo e sonoro. Questo uso delle proiezioni amplifica l’effetto immersivo della performance, creando una dimensione in cui luci e immagini creano un contrasto straniante che per assurdo coesiste e vibra con i pattern cangianti e psichedelici richiamati dalle sequenze musicali.

L’intensità prosegue con Emerald Kiss e Wounds, fra passato recente e presente della band, che alimentano una progressiva onda ammaliante, avvolgendo la sala in un flusso sonoro continuo e magnetico. I due brani sembrano espandersi lentamente, stratificando trame e suggestioni che trascinano il pubblico in uno stato di ascolto via via più concentrato e partecipe. .

La parte centrale del live si muove tra suggestioni epiche e derive più introspettive con Orpheus Rising e Gathering Light, brani che nella rinnovata veste dal vivo assumono una dimensione particolarmente immersiva grazie al dialogo serrato tra synth e chitarre, sostenuti da una sezione ritmica precisa e dinamica. Con Until the Lights Go Out e Sorcerer la band riafferma la propria identità psichedelica-elettronica più diretta, infuocata e trascinante, mostrando una compattezza esecutiva che conferma la lunga esperienza condivisa sul palco.

Il finale del set principale si affida alla nuova produzione con 6 AM Carpet Candlelight ed Extinction of the Sun, due brani che ampliano la percezione del viaggio sonoro intrapreso durante il live: atmosfere sospese, costruzioni sonore stratificate e una tensione psichedelica-stoner che accompagna l’ascoltatore verso una dimensione onirica e di distorsione temporale. Proprio durante Extinction of the Sun, Giovanardi impiega un piccolo modulo sonoro come strumento espressivo, muovendolo nell’aria per generare effetti acustici che amplificano la dimensione sperimentale del brano.

Il ritorno sul palco per il bis viene accolto con entusiasmo dal pubblico. To the Sacred Mantle prolunga il percorso musicale, mantenendo intatta la forza espressiva dei nuovi brani. Fountain, estratta da “Ashram Equinox”- Deluxe Edition (2014), chiude la serata con un momento di intensa carica evocativa, lasciando la sensazione di aver assistito a un’esperienza sonora completa, profondamente immersiva e catartica.

Per dirlo con le parole degli stessi Julie’s: “LET’S BE INTENTIONAL ABOUT THE LIGHT”.

Il live fiorentino conferma la straordinaria solidità artistica ed espressiva dei Julie’s Haircut. La risposta del pubblico al Glue racconta molto di questa esperienza: sala gremita, partecipazione attenta, ascolto immersivo e un coinvolgimento che cresce brano dopo brano, fino agli applausi finali che restituiscono la sensazione di aver condiviso qualcosa che va oltre il semplice concerto.

Ovunque voi siate, non lasciatevi sfuggire un loro live:  i Julie’s Haircut dal vivo costruiscono veri e propri sabba sonori, rituali collettivi in cui tempo e percezione sembrano dissolversi, lasciando spazio a visioni e suggestioni che oltrepassano la dimensione della performance musicale.

Un ringraziamento speciale ai Julie’s Haircut per questo “interstellar overdrive”, autentica odissea sonora e al Glue per la costante programmazione musicale, attenta e ricercata.

Setlist:

  1. I Can See the Light (da “Radiance Opposition” – 2025)
  2. Unit Circle (da “Radiance Opposition” – 2025)
  3. Pharaoh’ s Dream (da “In the Silence Electric” – 2019)
  4. The Earth Knows (da “Radiance Opposition”- 2025)
  5. Spring Moon (da “Radiance Opposition “ – 2025)
  6. The Fire Sermon (da “Invocation and Ritual Dance of my Demon Twin” – 2017)
  7. Emerald Kiss (da “In the Silence Electric” – 2019)
  8. Wounds (da “Radiance Opposition 2025)
  9. Orpheus Rising (da “Invocation and Ritual Dance of my Demon Twin”- 2017)
  10. Gathering Light (da “Invocation and Ritual Dance of my Demon Twin”- 2017)
  11. Until the Lights Go Out (da “In the Silence Electric” – 2019)
  12. Sorcerer (da” In the Silence Electric” – 2019)
  13. 6 AM Carpet Candlelight (da “Radiance Opposition” – 2025)
  14. Extinction of the Sun (da “Radiance Opposition” – 2025)

Encore:

  1. To the Sacred Mantle (da “Radiance Opposition” – 2025)
  2. Fountain (da “Ashram Equinox” – Deluxe Edition 2014)

Foto Simona Sammicheli