“Price Of Caring” – Leaving Venice

Ci sono momenti, nella storia della musica, dove il tempo decide di concedere il giusto merito a delle intuizioni geniali che però nel momento in cui vennero prodotte passarono nettamente in sordina.
Chiariamo il punto. Non è che i gruppi ispiratori non ricevettero riscontri, al contrario, diciamo però che all’epoca non raccolsero quanto avevano pazientemente seminato. Mi riferisco allo shoegaze e a quel modo di fare musica con urgenze e prevedendo un grosso uso di effettistica, di distorsioni, e di voci uscite quasi da un sogno.
Ed è qui che il viaggio ha ripreso decenni dopo e mi capita sempre più spesso di incontrare nuove schiere di ottimi musicisti, italiani e stranieri, che hanno compreso a pieno le potenzialità e ora le mettono in atto portando un loro contributo personale.

I piacentini Leaving Venice esordiscono sulla lunga distanza con questo “Price Of Caring”, e non è per niente un disco banale.
Le canzoni coinvolgono fin dal primo ascolto grazie ad un ritmo serrato, distorsioni affilate e una voce dolce e potente a cura della cantante e chitarrista Sara Groppi.
La formula è già messa in pratica fin dalla prima traccia.

Heaven’s Bright ci ammanta con un arpeggio delicato e una voce a sostegno in attesa di esplodere insieme a un suono sferzante delle chitarre. Il brano affronta un argomento tutt’altro che banale. In poco meno di tre minuti viene messo in musica un malessere esistenziale e contemporaneo attraverso la descrizione del pensiero tossico denominato “Be positive” che ormai da anni ci attanaglia. Le persone non hanno più il tempo di restare sole con se stesse per elaborare i propri problemi e metabolizzare le proprie tristezze per poter infine reagire. Ora la vita scorre frenetica e concedersi una pausa sembra diventato un lusso.
I Leaving Venice riescono a portare l’ascoltare a riflettere sul problema e ad invocare una rottura dello schema preposto.

Il seguente estratto, Coming Clean, inizia con un’esplosione di suoni fino al momento in cui entra la voce pulita e sostenuta di Sara. Il pezzo ricorda molto lo stile dei The Cranberries, soprattutto quelli degli esordi e dei primi singoli di successo. Le coordinate non cambiano nella successiva Me Mine, dove però abbiamo l’opportunità di apprezzare maggiormente il lavoro della sezione ritmica con la batteria di Diego Cardini, protagonista del pezzo attraverso il suo contributo che offre consistenza nella perfetta gestione dei cambi di tempo.

Zebra è il primissimo singolo estratto della band e già dal momento della sua uscita si potevano apprezzare tutte le potenzialità dei Leaving Venice.
Qui la voce eterea è davvero molto simile a quella di Rachel Goswell (Slowdive). Cattura l’ascoltatore e ti conduce in un mondo malinconico fatto di ricordi, forse sbiaditi, ma sempre presenti in ognuno di noi. Fra i suoni delicati e le schitarrate avvolgenti troviamo una storia di presenza e assenza ben raccontata dal gruppo piacentino.
In Zebra viene infatti raccontato il dolore che si prova quando una persona fa parte della nostra vita nella sua assenza. Si tratta di quel tipo di entità che non riescono a dar un taglio a situazioni ambigue e restano appostati nei nostri confini per invaderli quando meno ce l’aspettiamo. E questi rendez-vous sono sempre laceranti e taglienti come il ritornello del pezzo stesso.

“Price Of Caring” si muove tutto in queste coordinate e riesce ad essere un balsamo per l’ascoltatore che si ritrova coinvolto in uno stravolgimento spazio temporale meditativo. Le coordinate non sono però sempre le stesse e variano di volta in volta contribuendo a rendere il disco variegato.

Ad esempio in Mind C, canzone nella quale, oltre alle consuete sferzate chitarristiche possiamo apprezzare un lato caldo e intimo in chiave dream pop che sposta la proposta musicale in lidi più vicini a quelli dei Cocteau Twins.

Ma come le onde, a volte potenti, altre più leggere come carezze, ci ritroviamo alla fine a fare i contri con la title track e in un certo senso con noi stessi. Il ‘prezzo della cura’ (Price Of Caring), decantato dal titolo, passa attraverso una terapia fatta di momenti di passione e altri di calma. Entrambi occorrono per ritrovare se stessi, l’altro o l’altra e il giusto equilibrio delle parti. Come un disco ben scritto e ben suonato. Ben fatto.

Tracklist:

01. Heaven’s Bright
02. Coming Clean
03. My Mine
04. Zebra
05. Emotional Guy
06. Second Time
07. Mind C
08. Price of Caring

Dear Gear Records