Di che scuola siete? Di quelli che rigorosamente ai live indossano T shirt del gruppo che suona o al contrario scegliete di indossare maglie di altri gruppi?
Personalmente adotto la seconda opzione, ma ieri ho deciso di fare un’eccezione.
Ho sfilato dal cassetto una T- shirt dei Ramones comprata a Camden Town molti anni fa e mi sono diretta al Magnolia a Segrate.
Ho trovato parcheggio a bordo ingresso, cosa piuttosto insolita quando ci sono i grandi eventi. Ho pensato di aver sbagliato serata.
Percorrendo il vialetto che porta palco principale, l’ho trovato deserto. Il main stage vuoto. Il palco allestito era molto più piccolo, e lo spazio antistante senza persone.
Mi ero fatta l’idea che questo fosse uno di quegli appuntamenti immancabili per un certo gusto musicale.
Ho atteso sorpresa e perplessa; poi, in un batter d’occhio, una folla ha riempito ogni angolo.
Uno spazio pieno di persone che indossavano con entusiasmo le T -Shirt del gruppo newyorchese, un chiaro segno di affetto e appartenenza, come se ogni fan fosse un pezzo integrante della stessa storia.
Le ho viste indossate ai sessantenni, ai bambini ed ai ventenni, lo spettacolo nello spettacolo.

Aspettiamo Marky Ramone, all’anagrafe Marc Steven Bell, batterista storico dei Ramones (presente, salvo una breve sostituzione dal 1983 al 1987), che ha suonato con la band fino allo scioglimento nel 1996.
È l’unico membro ancora in vita del leggendario gruppo e, da anni, porta sui palchi in scena la carica dei Ramones, con il suo progetto Marky Ramone’s Blitzkrieg.
I Ramones nascono a New York nel 1974, quattro ragazzi di quartiere: Joey, Johnny, Dee Dee e Tommy, che si incontrano per caso, ma insieme danno vita a un uragano sonoro che, nel giro di pochi anni, avrebbe cambiato per sempre la musica.
Tommy verrà successivamente sostituito da Marky.
I Ramones trovano casa nel leggendario CBGB, (qui il nostro articolo) , il tempio del punk newyorkese, dove il rumore delle loro chitarre distorte e la loro energia ribelle avrebbero definito una generazione e cambiato per sempre la scena musicale
Finalmente salgono sul palco, il batterista settantaduenne è sorridente e se l’incedere sul palco sembra incerto, tutta la sua sicurezza si sprigiona appena prende in mano le bacchette e con una precisione impeccabile e una capacità che non accenna a svanire, dà il via a un ritmo che trascina subito il pubblico con Do You Wanna Dance .
La scaletta è ricca, 35 brani in un viaggio musicale con poche pause.

Alla voce Pela, impossibile non fare paragoni con la voce di Joey Ramone (scomparso nel 2001), il cui timbro unico, il colore e la sonorità hanno sempre saputo toccare corde profonde dentro di me.
Sicuramente la qualità vocale di Pela è molto diversa, ma notevole è la capacità interpretativa e di stare sul palco, interagire col pubblico e renderlo partecipe.
Havana Affair, Teenage Lobotomy e Commando vengono suonate quasi senza pause.
Non ho mai visto live dei Ramones, posso solo averne un’idea dai video, non c’erano lunghi assoli, non c’erano piani complicati. Solo velocità, urgenza e chitarre ruvide. Le loro canzoni, brevi e taglienti, hanno riff semplici, testi diretti, niente compromessi.
Questa formazione, con Marcelo Gallo alla chitarra e Martin Sauan al basso, cattura appieno l’essenza dei Ramones, restituendo al pubblico quello stile senza fronzoli.
Un’energia calda, coinvolgente mi abbraccia totalmente dal palco al pubblico.
Marky tiene il tempo in modo impeccabile, senza mai perdere la freschezza e la forza del momento.
Ken è un tornado sul palco: The KKK Took My Baby Away, Pet Sematary e I Wanna Be Sedated sono state una tripletta che ha fatto esplodere il pubblico, una sequenza di hit che ha mantenuto l’adrenalina alta.
Con Sheena Is a Punk Rocker siamo a metà scaletta, quasi tutte le canzoni sono state cantate in coro dal pubblico, Marky continua a suonare con una naturale spinta ritmica. Marcelo e Alejandro si spendono senza riserve, con passione.
I loro corpi non sono mai statici, infondendo ad ogni brano di una carica elettrica che trasforma ogni momento in un vero e proprio spettacolo.
Arriva anche Pinhead con suo celeberrimo lema “Gabba Gabba Hey” scandito fortemente dal pubblico.
Il pogo è inarrestabile, quasi incessante, tanto che a volte devo fare uno sforzo per mantenere saldo il mio spazio dietro la transenna. C’è chi allunga una mano per attaccarsi alla barriera, proteggendosi e proteggendomi dagli urti.
Questa carica esplosiva fa vibrare l’aria, alimentando un’atmosfera che scoppia di energia pura.
La tripletta che chiude la scaletta è data da Needles and Pins, Rock’n’Roll High School e R.A.M.O.N.E.S.
Rock’n’Roll High School” è una commedia cult del 1979 racconta la storia di Riff Randell, una ragazza appassionata dei Ramones, che decide di lottare contro il sistema scolastico e la rigida autorità del preside, trasformando la sua scuola in un campo di battaglia musicale. I Ramones sono presenti nel film e con la colonna sonora.
Dopo aver lasciato il palco, i Marky Ramone’s Blitzkrieg sono tornati per i bis, regalando altri sette brani imperdibili!
Non poteva mancare la loro versione di What a Wonderful World di Louis Armstrong, un brano che ha affascinato e ispirato molti artisti, tra cui Nick Cave e Shane MacGowan.
So che sarebbe stato decontestualizzato, ma nella mia fantasia, nello spazio cover avrei voluto veder salire sul palco un quartetto d’archi per la cover di Baby I Love You delle Ronettes. Un’idea assurda, vero? Dopotutto, con la fantasia possiamo fare tutto, anche immaginare connessioni improbabili.
Ci salutano con Blitzkrieg Bop, singolo di debutto del 1976 dei Ramones. Ovviamente si è scatenato l’inferno, è l’inno dei Ramones con quella mitica ‘Hey! Ho! Let’s go!’ ha fatto tremare il palco ed esplodere un pogo furioso.
Rientro felice, non saprò mai se la serata di stasera sia paragonabile a un vecchio concerto dei Ramones. Forse non vale neanche la pena porsi questa domanda, perché il presente è questo: quattro fantastici musicisti, che si sono spesi all’inverosimile per offrire una performance che rimarrà impressa nella mia memoria. Punk is not dead!
Setlist:
29 You’re Gonna Kill That Girl
30 Chain Saw
31 Glad to See You Go
32 I Don’t Wanna Walk Around With You
33 Listen to My Heart
34 What a Wonderful World
35 Blitzkrieg Bop



