Ci sono dischi che non si limitano a essere ascoltati: si attraversano, come paesaggi notturni illuminati da bagliori improvvisi. “Unpredictable Blooming” è uno di questi.
L’EP d’esordio di Giulia Cinquetti, in arte Swayglow, già nota come bassista delle band You, Nothing e May Eyes Love.
Il suo EP d’esordio, Unpredictable Blooming, nasce come un piccolo universo sonoro fatto di ombre, fioriture impreviste e visioni sospese tra sogno e memoria.
Un lavoro che si muove tra atmosfere shoegaze e dream pop, costruendo un universo sonoro sospeso tra introspezione, visioni oniriche e suggestioni quasi cinematografiche. Cinque brani che sembrano emergere lentamente da una nebbia emotiva, dove basso pulsante, paesaggi sonori stratificati e testi evocativi si intrecciano con tre voci femminili molto diverse tra loro: Francesca Carluccio, Nicole Fodritto e Gioia Podestà.
Nato nel 2024 e sviluppato in collaborazione con il produttore Cristiano Tommasini, il progetto prende forma come una sorta di racconto musicale fatto di immagini simboliche, trasformazioni interiori e paesaggi dell’inconscio, ulteriormente ampliati dalla dimensione visiva dei videoclip realizzati dalla stessa artista.
Abbiamo parlato con Swayglow per scoprire la genesi di Unpredictable Blooming, il processo creativo dietro le canzoni e l’immaginario che anima questo debutto tanto personale quanto evocativo.

Ciao, comincerei con un complimento: il tuo Ep è davvero notevole! L’hai intitolato “Unpredictable Blooming” suggerisce qualcosa che cresce o sboccia in modo imprevedibile. A cosa si riferisce questa “fioritura”?
La fioritura di cui parlo in questo Ep è imprevedibile perché il terreno fertile sono i dolori, le ombre, le fragilità che possono aver contaminato la nostra vita e a cui spesso diamo la colpa per la nostra incapacità nel gestire il presente.
“Unpredictable Blooming” invece sposta la narrativa su un’ altro punto di vista rendendo queste stesse fratture il lato forza per fare crescere e poter esprimere le proprie potenzialità non espresse o soffocate.
Nei testi ricorrono immagini molto simboliche — trasformazioni, fiori, polvere di luce, mare, fuoco. Mi sembra che l’elemento visionario abbia un ruolo centrale nella tua scrittura e che non passi tanto da una dimensione razionale: queste immagini nascono in modo spontaneo e autonomo, o prendono forma insieme alla musica?
Gli elementi sensoriali e visionari sono fondamentali nel mio modo di vivere la musica e di conseguenza la storia da raccontare. Credo che le immagini simboliche siano più immediate nel nostro meccanismo inconscio, penso rafforzino estremamente il flusso emotivo.
Poi i testi sono stati scritti curando molto quest’ aspetto, come volevo, anche grazie alle splendidi cantanti che hanno dato tanto a tutto questo progetto, entrando perfettamente nelle storie.

Nel disco convivono tre voci femminili — Francesca Carluccio ( So Vixen), Nicole Fodritto (Six Impossible Things , qui la nostra intervista) e Gioia Podestà (Maquillage, qui la nostra recensione) — diverse ma complementari. Come sei arrivato a farle entrare nel tuo mondo sonoro?
Sono state persone che volevo fin da subito, ancora mentre stavo scrivendo i brani.
Gioia ha condiviso con me il progetto You, Nothing e Nicky con i SIT alcune serate live. Non avevo il minimo dubbio che avrei voluto che fossero loro ad interpretare i miei pezzi.
Francesca delle So Vixen l’ ho conosciuta mentre avevo appena finito Jasmine per non diventare troppo prolissa diciamo che il destino me l’ ha fatta incontrare nel momento più perfetto. Sono tre persone che ritroveremo anche nei miei prossimi lavori, con cui sono in sintonia e sono sensibilità di cui mi piace circondarmi.
Nel progetto, oltre a suonare il basso, la tua voce emerge attraverso lo spoken word. L’EP sembra costruire un percorso emotivo molto coerente. Nel tuo lavoro, quale ruolo senti predominante: compositrice, narratrice o sound designer?
Domanda difficile, più che altro, mi piace fare tutto, diciamo che lo stesso mio Ep mi ha svelato nuove parti di me stessa che non pensavo di avere, è stato un bellissimo viaggio anche per me che forse è realmente la cosa più appagante.
Per quest’ anno futuro mi sono organizzata perché vorrei lavorare sulla voce, sui suoni, ho tantissime idee che vorrei sviluppare, saranno mesi molto intensi per lavorare ai pezzi che faranno parte del prossimo album.
Hai realizzato personalmente i videoclip dei singoli. Quanto è importante per te la dimensione visiva della musica?
Tantissimo, ho scoperto in questo mio tragitto, complice la povertà di gestire tutte le spese del progetto da sola, che adoro fare i video.
Raccogliere accuratamente le immagini e poi montarle dando più forza al brano è una cosa che adoro follemente fare.
Non pensavo di potercela fare perché mai mi ero avvicinata a una cosa di questo genere ma ho voluto a tutti i cosi mettermi in gioco. Ora sto preparando il video di Grey Blooming e farò sicuramente anche Dazzling Silver.
In Jasmine la protagonista si trasforma in una lumaca chiusa nel proprio guscio: è una metafora di protezione o di isolamento?
Quando ho mandato la musica a Francesca le ho spiegato di cosa parlava Jasmine e il testo scritto da lei è nato da un sogno che Francesca scrisse tempo fa e che ha successivamente riadattato al brano.
Io l’ ho trovato perfetto sotto ogni punto di vista. L’ immagine della lumaca e la sua bava ha un’ impatto simbolico meraviglioso.
Secondo me si può interpretare in entrambi i modi, sia protezione che isolamento proprio perché il personaggio di Jasmine si chiude e si difende da qualcosa di esterno che credeva indispensabile ma che invece era solo dolore, entrando dentro se stessa spezza una sorta di circolo vizioso per dare gestazione nel silenzio del proprio io.
In Light Dust appare invece una sorta di rinascita: è il punto di svolta del disco?
Il concetto di “blooming” nei testi sembra avere anche un lato oscuro: una crescita che passa attraverso fragilità e crisi. È così?
Light Dust è la consapevolezza di aver attraversato momenti duri, di totale spaesamento ma si percepisce una sorta di gratitudine per questo, perché grazie al passato ora la propria forza interiore è svelata.
Da qui anche il titolo del brano, il testo è stato scritto meravigliamente da Gioia.
L’ idea dello speech è stata sua e abbiamo provato, da un punto di vista emotivo ero felice di collaborare di nuovo con una persona speciale per me, quindi sicuramente è un brano a cui sono particolarmente legata.
Amniotic sembra parlare di perdita di identità e disconnessione dal corpo. Da dove nasce questa idea?
Amniotic per come l’ ho sentita è come un essere in gestazione, privo di connessione con un passato che potrebbe compromettere la sua visione futura.
La sua energia è totalmente scevra di strutture e i suoi occhi guardano tutto il mondo esterno come se fosse tutto nuovo.
È una rinascita, è come perdere la memoria. Il testo è stato scritto da Nicky Fodritto che con la sua voce eterea ci trasporta ancora di più in questo cambio. Anche Nicky è un’interprete strepitosa, anche in questo brano come negli altri tutto è stato immediato e naturale.
Mi ha incuriosita il nome Swayglow, ha una sonorità molto evocativa: come nasce e che significato ha per te?
Prima volta che mi fanno questa domanda, me l’ aspettavo ma nessuno me l’ ha mai chiesto.
Stavo pensando da mesi ad un nome ma non ne ero mai pienamente convinta.
“Swayglow ” mi è arrivato in sogno e quando mi sono alzata l’ ho scritto e l’ ho sentito molto mio sia per la semplicità che per il significato.
Foto Debora Pigozzi Dear Gear Records


